Ben 15.500 imprese, 65.000 addetti, con una stima per il 2026 di fatturato medio per azienda di 1,25 milioni di euro (con una lieve flessione dello 0,5% su base annua). Sono questi i numeri della rete di distribuzione indipendente dell’arrendamento, diffusi dall’Osservatorio Federmobili Confcommercio al Salone del Mobile di Milano.
L’online
Quanto al rapporto con l’online, in un contesto sempre più digitalizzato, emerge con chiarezza la tenuta del punto vendita fisico. L’e-commerce nel comparto dell’arredo di qualità resta, infatti, marginale (con un’incidenza tra il 4% e il 7%) e si conferma il valore della relazione per i consumatori: cresce, infatti, la domanda di consulenza personalizzata, progettazione su misura e servizi post-vendita qualificati. Dunque, in un mondo che corre verso la standardizzazione, la strada della qualità certificata e del servizio evoluto, sembra essere l’unica via per garantire la tenuta del Sistema Italia.
Filiera strategica
Dal Salone del Mobile arriva anche un messaggio strategico chiaro: rafforzare la filiera. Per Federmobili Confcommercio, fare rete non è uno slogan ma una leva decisiva per competere in un mercato sempre più complesso e globalizzato. Concetto ribadito anche dal presidente di Federmobili, Stefano Calzavara: “Rappresentiamo un motore per il Pil e per l’occupazione del Paese, ma non è il momento di facili entusiasmi. Dobbiamo essere consapevoli che la nostra forza risiede nella compattezza della filiera. Il negozio di prossimità resta insostituibile solo se evolve, puntando su una cura maniacale del servizio e su un’offerta sempre più personalizzata. È questo il valore aggiunto che ci permetterà di difendere il nostro posizionamento”.
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