Moneta entra nell’empireo del design e del giornalismo visivo grazie a Sergio Juan Studio, lo studio di Barcellona autore del progetto grafico del settimanale: la copertina del numero 3 è stata insignita di un «Award of Excellence nella SND47 Creative Competition», uno dei riconoscimenti internazionali più autorevoli dedicati al design dell’informazione e al giornalismo visivo. Una competizione in cui Moneta si è visto affiancato a mostri sacri internazionali come Reuters, New York Times e Guardian grazie alla bellezza e all’originalità delle sue illustrazioni firmate Sergio Juan Studio.
La giuria
Ogni anno, una giuria composta da alcuni dei più autorevoli visual journalist seleziona i migliori progetti editoriali pubblicati, premiando innovazione, qualità e impatto nel racconto delle notizie. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, a conferma del valore globale della competizione. Per la prima volta nella sua storia, la giuria si è riunita in presenza in due poli internazionali — la San Francisco Bay Area e Singapore — sottolineando ancora di più il respiro globale dell’iniziativa. I lavori sono stati valutati nelle categorie stampa, digitale e grafica, celebrando le eccellenze del design e dello storytelling contemporaneo.
Punto di riferimento
La Creative Competition rappresenta un punto di riferimento assoluto per chi crede nella forza del giornalismo visivo: un riconoscimento che premia creatività, rigore e capacità di innovare il modo di raccontare il mondo. Essere inclusi tra i vincitori di questa competizione significa entrare a far parte di una comunità globale di eccellenza, contribuendo a definire gli standard futuri del design editoriale e dell’informazione.
A un anno esatto dal suo debutto, e con il traguardo del numero 50 ormai raggiunto, Moneta si concede una pausa di riflessione, non per indulgere nell’autocelebrazione, ma per riconoscere con misura il significato di quanto è stato costruito. Un anno, nella vita di un giornale, è poco più di un battito di ciglia; e tuttavia, nelle condizioni attuali dell’editoria, rappresenta un passaggio tutt’altro che scontato. Negli ultimi quindici anni, le tirature dei quotidiani e dei periodici in Europa si sono dimezzate o addirittura ridotte a un terzo, mentre i ricavi pubblicitari della carta hanno registrato cali superiori al 60%. In Italia, la diffusione complessiva dei giornali continua a contrarsi anno dopo anno, confermando una tendenza strutturale che difficilmente può essere ignorata.
Miracolo editoriale
In questo scenario, far nascere e consolidare un settimanale economico, per di più con l’ambizione di coniugare divulgazione e profondità, è qualcosa che somiglia — senza retorica — a un piccolo miracolo editoriale. Moneta, settimana dopo settimana, ha trovato il suo spazio. Non inseguendo le mode, ma costruendo una voce riconoscibile. Non semplificando fino a svuotare, ma rendendo accessibili temi complessi senza tradirli. È una linea editoriale che ha richiesto coraggio e intuizione, e che ha incontrato un pubblico più attento di quanto spesso si creda: un pubblico che non solo legge, ma torna, riconosce, si fidelizza.
Visione
Di questo risultato va dato atto, anzitutto, all’Editore. Non è una formula di rito: credere in un progetto editoriale oggi significa sostenerlo quando i numeri sono ancora incerti, accompagnarlo nelle inevitabili correzioni di rotta, chiedere di più senza togliere fiducia. Accanto a questa visione, che ha visto l’Editore particolarmente attivo, il lavoro quotidiano di una redazione essenziale nelle dimensioni ma tutt’altro che nelle ambizioni, con un team di collaboratori cresciuti numero dopo numero, che hanno via via affinato il linguaggio, rafforzato i contenuti, migliorato la qualità complessiva del prodotto. Non c’è stato automatismo in questo percorso: ogni uscita è stata, in qualche misura, una scommessa rinnovata.
Il risultato è sotto gli occhi dei lettori. Un settimanale che, nel suo segmento, sta progressivamente colmando il divario con testate di lunga tradizione, arrivando a misurarsi con esse senza complessi di inferiorità. Non per imitazione, ma per costruzione di una propria identità, in cui informazione economica, chiarezza espositiva e qualità visiva convivono in equilibrio.
Conferma autorevole
Il riconoscimento internazionale ottenuto recentemente si inserisce in questo percorso come una conferma autorevole, ma non come un punto d’arrivo. Semmai, rafforza la responsabilità di continuare su questa strada, evitando il rischio più insidioso: quello di accontentarsi. Cinquanta uscite significano anche cinquanta prove superate, cinquanta occasioni per migliorare, cinquanta dialoghi aperti con i lettori. È una continuità che oggi appare come il vero capitale accumulato: la fiducia, lentamente costruita, che si traduce in attenzione e in aspettativa.
Guardando avanti, il compito resta quello delle origini: raccontare l’economia senza renderla opaca, interpretare la finanza senza subirla, avendo il coraggio di proporre letture dei fatti fuori dal coro, e offrire strumenti di comprensione — soprattutto in tema di impiego dei risparmi — in un contesto che cambia rapidamente. Con la consapevolezza che la credibilità si guadagna nel tempo, e si difende ogni settimana.
Impegno
In questa ricorrenza, dunque, più che celebrare, si rinnova un impegno. Verso i lettori, anzitutto. Verso un’idea di giornalismo che non rinuncia alla qualità. E verso un progetto che, in poco più di dodici mesi, ha dimostrato di avere radici più solide di quanto si potesse immaginare all’inizio. Un anno è poco, certo. Ma è già abbastanza per capire se una strada ha un senso. Moneta, oggi, sa di aver imboccato quella giusta.
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