CheckSig ottiene la licenza MiCAR e diventa il primo operatore cripto autorizzato in Italia secondo il nuovo regolamento europeo sui mercati dei crypto-asset. Il via libera, arrivato da Consob, segna un passaggio importante per il settore: dopo anni di attività in un quadro frammentato, il mercato italiano delle criptovalute entra nella fase delle autorizzazioni europee vere e proprie.
Più regole
La novità non riguarda solo CheckSig. Riguarda l’intero comparto. MiCAR, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività, introduce un sistema comune per gli operatori che offrono servizi legati agli asset digitali. Non basta più essere iscritti al registro nazionale degli operatori in valuta virtuale. Per continuare a operare come prestatore di servizi per le cripto-attività, cioè come CASP, serve un’autorizzazione fondata su requisiti organizzativi, patrimoniali, tecnologici e di controllo più severi. Consob e Banca d’Italia sono le autorità competenti per il procedimento autorizzativo in Italia.
Il perno centrale della nuova disciplina è la tutela del cliente. Gli operatori devono dimostrare procedure solide in materia di governance, trasparenza, gestione dei rischi, antiriciclaggio, sicurezza informatica e protezione degli asset digitali. La custodia dei fondi e delle cripto-attività dei clienti diventa quindi una funzione sottoposta a controlli e presidi più stringenti.
Per CheckSig, società benefit fondata nel 2019 e attiva soprattutto nei servizi di custody e bitcoin treasury, la licenza rafforza il posizionamento verso clienti professionali, imprese, banche, family office e investitori istituzionali. La società aveva già presentato domanda di autorizzazione a Consob nel settembre 2025 e operava in regime transitorio fino alla conclusione del procedimento. Per il settore, invece, si apre una fase di selezione: resteranno più forti gli operatori in grado di sostenere costi di compliance, controlli interni, investimenti tecnologici e dialogo continuo con le autorità.
La licenza arriva in un momento in cui il rapporto tra finanza tradizionale e cripto-attività sta cambiando. Banche, gestori patrimoniali e family office osservano il settore con maggiore attenzione, ma chiedono infrastrutture più affidabili, custodia qualificata, procedure antiriciclaggio robuste e interlocutori regolamentati. MiCAR non elimina i rischi legati alla volatilità degli asset digitali, ma riduce una parte dell’incertezza normativa che ha frenato l’ingresso di molti investitori istituzionali.
Il cambio di fase è netto: il mercato cripto europeo passa dalla crescita rapida e spesso poco presidiata a un modello più vicino alla finanza regolata. Per gli operatori, questo significa maggiore pressione sui margini e sui processi interni. Per i clienti, significa più tutele, maggiore chiarezza sulle responsabilità e la possibilità di distinguere con più facilità tra soggetti autorizzati e operatori non vigilati.
«Questo traguardo rappresenta la realizzazione della nostra visione: portare i crypto-asset all’interno di un sistema regolamentato, sicuro e trasparente», ha dichiarato Ferdinando Ametrano, ceo di CheckSig. La licenza, ottenuta con l’assistenza legale dello studio Annunziata & Conso, può così diventare un banco di prova per l’intero comparto italiano dei digital asset: chi vuole crescere in Europa dovrà dimostrare non solo capacità tecnologica, ma anche governance, compliance e solidità operativa.
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