La parola d’ordine è “diversità”. Non a caso la convention nazionale di Banca Mediolanum, riunita oggi e domani all’Inalpi Arena di Torino, porta il titolo “Be different”. Un messaggio identitario che il gruppo guidato da Massimo Doris (qui l’intervista esclusiva a Moneta) vuole rilanciare in una fase di profonda trasformazione del settore bancario, tra consolidamento, intelligenza artificiale e nuove esigenze di consulenza finanziaria delle famiglie.
La convention
Presentando la convention insieme alla vicepresidente Sara Doris, al direttore generale Igor Garzesi e al direttore commerciale Stefano Volpato, l’amministratore delegato ha rivendicato l’unicità del modello Mediolanum. “Noi nasciamo con l’idea della consulenza globale. Possiamo dire di essere diversi dagli altri perché facciamo un lavoro più completo”, ha spiegato Doris, snocciolando alcuni numeri: nel primo trimestre 2026 Mediolanum ha rappresentato il 18% della raccolta netta totale di Assoreti, il 66% dei mutui erogati e il 59% dei prestiti. Un modello che continua a puntare sulla centralità dei family banker e sulla consulenza “a 360 gradi”, anche nell’epoca delle piattaforme digitali e dell’automazione.
L’identità della banca, secondo Sara Doris, resta ancora profondamente legata all’eredità del fondatore Ennio Doris. “Da quando papà non c’è più la squadra si è ancora più compattata per portare avanti i nostri valori”, ha sottolineato, ricordando come prodotti e tecnologia possano evolvere senza però modificare “radici e identità”.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Tra i temi centrali della convention ci sarà inevitabilmente anche l’intelligenza artificiale. Massimo Doris invita però a evitare letture apocalittiche: “Chi non la userà resterà fuori dal mercato, ma l’essere umano continuerà a fare la differenza”. Il paragone è con Internet nei primi anni Duemila: una rivoluzione destinata a cambiare processi ed efficienza, senza però cancellare il ruolo delle persone. L’AI, nelle intenzioni della banca, servirà soprattutto a migliorare il lavoro interno e a fornire strumenti più avanzati ai consulenti finanziari.
Il risiko bancario
Non manca poi una riflessione sul risiko bancario italiano. Per Doris le grandi operazioni di consolidamento, compresa la possibile aggregazione tra Mediobanca e Monte dei Paschi, non rappresentano una minaccia per Mediolanum. “Nel breve periodo possono addirittura avvantaggiarci”, osserva l’ad, ricordando che le fusioni sono spesso fasi delicate che possono creare spazi per attrarre clienti insoddisfatti. Quanto a possibili acquisizioni, il gruppo esclude operazioni di M&A.
I temi geopolitici
Sul fronte macroeconomico, Doris vede nei mercati ancora due motori principali: l’attesa di un possibile accordo geopolitico tra Stati Uniti e Iran e la grande liquidità ancora presente nel sistema. A sostenere le Borse, secondo il banchiere, è anche la convinzione che l’intelligenza artificiale aumenterà l’efficienza delle imprese e quindi i loro utili.
Il nodo educazione finanziaria
Al centro dell’intervento di Stefano Volpato c’è invece il nodo dell’educazione finanziaria. “Solo l’11% degli italiani partecipa al mercato azionario”, ha ricordato, evidenziando come “89 persone su 100 restino fuori da un treno straordinario di benessere”. Per il direttore commerciale la sfida della longevità e della previdenza non può essere affrontata all’ultimo momento: occorre costruire una cultura dell’investimento di lungo periodo, partendo dalle scuole. Non a caso Mediolanum punta ora a rafforzare il dialogo dei family banker con i clienti sui temi previdenziali, anche sfruttando la futura piena portabilità del contributo datoriale verso la previdenza privata.
La due giorni di Mediolanum nel capoluogo piemontese coinvolge oltre 6.000 spettatori tra Family Banker e dipendenti italiani ed esteri, ospiti istituzionali, partner, analisti finanziari e giornalisti. La scenografia si sviluppa su un palco lungo circa 43 metri e profondo quasi 20.
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