Spesso massime, proverbi e aforismi sono destinati a essere smentiti. Una sorte alla quale non sfugge un vecchio detto che circola da sempre tra gli operatori di Borsa. È in inglese e recita così: Sell in may and go away (vendi a maggio e vai lontano). Anche quest’anno in pochi lo hanno preso per buono, visto che, a meno di una drastica ma improbabile inversione di tendenza nella parte finale del mese, l’indice di Piazza Affari non solo si conferma solidamente positivo, ma assapora i massimi a 26 anni superando la soglia psicologica dei 50 mila punti nella seduta del 14 maggio, a circa un centinaio di punti dai massimi storici. La corsa, per molti versi imprevista, viene spiegata con il surplus di liquidità presente attualmente sul mercato.
A livello di singoli titoli, il balzo più spettacolare (+131%) lo ha fatto nel periodo StMicroelectronics. Seguono nell’ordine Saipem (+84%), Prysmian (+61%), Tenaris (+57%), Eni (+48%) e Tim (+40%).
StMicroelectronics
A pochi giorni dall’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2025, in calendario mercoledì 27 maggio, le azioni della società italo-francese produttrice di componenti elettronici venivano scambiate a poco più di 52 euro, in crescita di oltre il 126% rispetto a un anno fa (55,89 euro il massimo dell’anno registrato lo scorso 14 maggio). Le più recenti valutazioni degli analisti sono quelle di Goldman Sachs, Exane, JP Morgan e Berenberg, che hanno indicato per il titolo un target price rispettivamente di 42 euro, 47 euro, 48 euro e 53 euro, accompagnato da giudizi non omogenei («neutral» per Goldman Sachs e Jp Morgan, «outperform», farà meglio del mercato, per Exane e«buy», comprare, per Berenberg).
Saipem
La società, costituita nel 1957, opera nel campo della prestazione di servizi per il settore dell’energia e delle infrastrutture. È controllata dallo Stato italiano tramite Eni (che detiene il 21,19% del capitale) e Cassa Depositi e Prestiti (tramite Cdp Equity, con il 12,82%). Il titolo a metà settimana valeva 4,41 euro, con una performance rispetto a un anno fa di circa il 110%. In vista della relazione semestrale, in calendario il prossimo 27 luglio, Kepler-Cheuvreux, Bank of America e Berenberg sono stati concordi nel valutare il titolo «buy» (da comprare), con target price rispettivamente di 5 euro, 4,8 euro e 5,25 euro per azione. Il giorno precedente si erano invece espressi Equita Sim e Jefferies. Nel primo caso con il giudizio «hold» (mantenere in portafoglio) e nel secondo con la raccomandazione «buy», fissando i prezzi obiettivo rispettivamente a 3,7 euro e 6 euro.
Prysmian
Società italiana con sede a Milano, è specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nei settori energia-telecomunicazioni e in quello delle fibre ottiche. Il capitale di Prysmian è fortemente frammentato e la società opera come una public company, senza un azionista di maggioranza assoluta. Il flottante infatti è quasi interamente nelle mani di investitori istituzionali (che complessivamente detengono circa il 50% del totale) e di fondi comuni, i principali dei quasi sono le americane BlackRock (circa il 6% del capitale) e Vanguard (oltre il 4%). Una percentuale rilevante delle azioni (circa il 3-3,5%) è costituita da azioni proprie e una quota consistente è detenuta direttamente dai dipendenti del Gruppo, grazie a piani di azionariato diffuso promossi in passato dalla stessa società. Il titolo, quotato a Piazza Affari e appartenente al paniere dell’indice Ftse Mib, valeva a metà settimana poco più di 140 euro, con un incremento rispetto a un anno fa di oltre il 157%. Lo scorso 8 maggio Deutsche Bank aveva alzato a «buy« la raccomandazione sul titolo, con un target price di 167 euro. Identico il giudizio di Ubs del giorno precedente, accompagnato da un prezzo obiettivo di 175 euro. Mercoledì 6 maggio si erano pronunciati invece Citigroup, Barclays ed Exane (rispettivamente «buy», «overweight», sovrappesare, e «neutral») con obiettivi di prezzo di 146 euro, 147 euro e 130 euro.
Tenaris
È il maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas. Il titolo è quotato al Nyse (la Borsa di New York), a Piazza Affari e alla Bolsa Méxicana de Valores di Città del Messico. A metà settimana l’azione valeva poco meno di 26 euro, il 70% in più rispetto a un anno fa. Il 12 maggio scorso Intesa Sanpaolo aveva confermato il giudizio «neutral» sul titolo, alzando però nel contempo il target price a 24,3 euro. Il giorno precedente Equita Sim aveva da parte sua ribadito la raccomandazione «hold» (mantenere in portafoglio), con un obiettivo di prezzo fissato a 25 euro. Prima ancora (20 aprile) Barclays aveva confermato «overweight» (sovrappesare in portafoglio), con un obiettivo di prezzo (31 euro) decisamente superiore a quello degli altri analisti.
Eni
Acronimo di Ente nazionale Idrocarburi, è un’azienda multinazionale fondata nel 1953 a Roma come ente pubblico economico, per iniziativa di Enrico Mattei, che ne è stato presidente fino alla sua morte nel 1962. Eni è poi diventata società per azioni nel 1992. L’azionariato di Eni vede lo Stato italiano come azionista di riferimento tramite Cassa Depositi e Prestiti e direttamente attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. I due enti detengono insieme circa il 33% del capitale.
Il titolo valeva a metà settimana poco meno di 24 euro per azione. Da un anno a questa parte la performance positiva è stata pari a oltre il 78%. Tutti in miglioramento i target price indicati dagli analisti, che risalgono comunque agli ultimi giorni del mese di aprile e che vanno dai 22 euro di Hsbc ai 24 euro di Kepler-Cheuvreux; dai 29 euro di Ubs ai 27,5 euro di Equita Sim.
Tim
Azienda italiana di telecomunicazioni che offre servizi di telefonia fissa, pubblica, mobile e internet. Fornisce inoltre servizi e prodotti per la comunicazione, l’intrattenimento, la digitalizzazione e la transizione digitale. A metà settimana il titolo veniva scambiato a 0,71 euro, con un incremento dell’84% rispetto alla quotazione di un anno fa. Tutti positivi i giudizi di analisti e banche d’affari. Lo scorso 13 maggio Barclays ha confermato «overweight» (sovrappesare in portafoglio), con un target di prezzo di 0,66 euro, mentre l’8 maggio Banca Akros aveva ribadito la raccomandazione «buy» e indicato un target price di 0,74 euro. Nel mese di aprile si erano espressi anche Berenberg, Equita Sim e Kepler-Cheuvreux, che avevano concordemente confermato la raccomandazione «buy» e avevano fissato un target price rispettivamente di 0,76 euro, 0,73 euro e 0,80 euro.
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