Quando si parla dell’andamento dei mercati azionari risultano regolarmente trascurate. Condannate a rimanere nell’ombra delle blue chip, le regine del listino costantemente sotto i riflettori. Sono le cosiddette small cap, le azioni delle società a bassa capitalizzazione, poco scambiate. Eppure spesso si tratta di titoli validi, normalmente apprezzati dagli analisti. Tanto che gli operatori più attenti li considerano ad alto potenziale di crescita. Il segmento di mercato di riferimento delle piccole quotate di Piazza Affari è l’Euronext Growth Milan. L’attuale classificazione è stata introdotta con l’obiettivo di agevolare la raccolta di capitale di rischio da parte di piccole e medie imprese minimizzando, per esse, i costi e i tempi previsti normalmente per la quotazione. In questo modo vengono incentivate in particolare le imprese italiane. Il rovescio della medaglia è che spesso si tratta di titoli “ballerini”, cioè hanno una elevata volatilità, e risultano concentrati in settori specifici, come i consumi, la salute e il tech. Di seguito alcune società italiane del comparto quotate a Piazza Affari.
D’Amico
D’Amico International Shipping è leader nel trasporto marittimo di prodotti petroliferi e chimici. Il titolo ha mostrato una forte crescita nell’ultimo anno, con un trend rialzista significativo (+156%), mentre negli ultimi sei mesi la performance è stata del 78,5% e nell’ultimo mese di quasi il 10%. Le raccomandazioni degli analisti sono tutte di segno positivo. Intesa Sanpaolo ha raccomandazione “buy” (comprare) indicando un target price di 7,7 euro. Stesso giudizio, ma con un obiettivo di prezzo di 8,3 euro, da parte di Equita Sim, mentre il 6 marzo Kepler Cheuvreux era stata meno generosa: “hold” ( mantenere in portafoglio) e prezzo obiettivo di 7,5 euro.
NextGeo
La denominazione ufficiale è Next Geosolution Europe. La società ha in programma il prossimo 30 aprile l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. Specializzata nella fornitura di servizi di assistenza alla costruzione offshore e geoscienze marine, opera principalmente nel campo delle energie rinnovabili. Fornisce servizi di consulenza, servizi di rilevamento dati geofisici e geotecnici, ingegneria, costruzione, installazione, ispezione e manutenzione delle infrastrutture energetiche marine. Recentemente si è aggiudicata – come capogruppo di un Raggruppamento temporaneo di concorrenti – la gara, del valore di oltre 28 milioni di euro, indetta da Terna per i servizi di “survey marina preliminare e caratterizzazione ambientale”, relativa al nuovo collegamento Milano-Montalto. Il titolo vanta una performance positiva nell’ultimo anno del 59,15%. Le più recenti valutazioni degli analisti sono concordemente positive. Lo scorso 8 aprile Intesa Sanpaolo aveva confermato la raccomandazione “buy” (da comprare) e alzato il target price a 16,6 euro (dai precedenti 15,3 euro).
Pharmanutra
La società, specializzata nel settore degli integratori alimentari e altri dispositivi medici, è quotata sul mercato Euronext Star di Borsa Italiana. [/TESTO-BASE]Nel 2025 ha riportato ricavi per 133,97 milioni di euro, in crescita del 14,6% rispetto al 2024, mentre l’utile netto è di 20 milioni, in aumento del 20,4%. Per quanto riguarda le prospettive, il management prevede nel 2026 una crescita dei ricavi in Italia superiore a quella registrata nel 2025, «grazie al rafforzamento della struttura commerciale e dell’attività di informazione scientifica, e un ulteriore aumento del fatturato all’estero, trainato in particolare dai mercati americano e cinese». Nell’ultimo anno il titolo ha guadagnato il 58,8%. Gli analisti di Intermonte restano ottimisti con raccomandazione “buy”, indicando un target price di 89 euro, in leggero miglioramento rispetto ai precedenti 88 euro della precedente rilevazione.
Altea Green Power
L’azienda ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi pari a 22,54 milioni di euro, in diminuzione del 36% rispetto ai 35,37 milioni registrati nel 2024, per effetto, spiegano gli amministratori, «della scelta strategica di valorizzare la pipeline di progetti Bess e del rallentamento dei processi autorizzativi». Il margine operativo lordo (ebitda) è sceso a 13,01 milioni di euro dai 21,91 milioni dell’esercizio precedente. La società ha comunque terminato il 2025 con un utile netto di 8,32 milioni, rispetto ai 16,08 milioni contabilizzati nel 2024. Il cda ha proposto di destinare a nuovo e a riserva legale l’utile di esercizio della capogruppo, pari a 8,35 milioni di euro. Per quanto riguarda le prospettive, il management ha confermato le linee guida del piano industriale 2024-2028, che prevede al 2028 ricavi totali tra 60 e 73 milioni di euro, un ebitda compreso tra 35 e 42 milioni di euro, con un margine operativo lordo superiore al 50%, e una posizione finanziaria netta positiva per circa 57 milioni di euro. Martedì prossimo 28 aprile è in calendario l’assemblea degli azionisti per l’approvazione del bilancio 2025. Nell’attesa il titolo viene scambiato intorno ai 7,25 euro, in crescita del 5% rispetto a un anno fa e del 6,5% se il confronto viene fatto con la quotazione di sei mesi fa. Quanto alle più recenti valutazioni degli analisti, il quadro appare contrastato. Se, infatti, Intesa Sanpaolo ed Equita hanno entrambe confermato la raccomandazione “buy”, il prezzo obiettivo è stato ridotto fissandolo la prima a 10,5 euro e la seconda a 8,6 euro.
Banca Sistema
Il bilancio 2025 mostra un utile netto consolidato di 29 milioni di euro. Il totale dell’attivo a fine esercizio era di circa 4,35 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto a inizio anno. Il titolo veniva scambiato mercoledì scorso a 1,710 euro per azione, il 21,4% in più rispetto a un anno fa. Contrastanti i giudizi degli analisti, che tuttavia risalgono a più di un anno fa. Il più recente, firmato da Intesa Sanpaolo, era comunque positivo: si trattava infatti di un “buy” (comprare), accompagnato da un target price di 2 euro.
I Grandi Viaggi
Leader nel settore turistico e alberghiero, opera su tre divisioni commerciali: Villages of Property, Marketed Villages e Tour Operator. Fondata nel 1931, la società è presente dal 1998 nell’indice Ftse Italia Small Cap della Borsa Italiana. Il titolo valeva a metà settimana intorno ai 2,4 euro, con una performance rispetto a un anno fa del 48%. L’azienda nel primo trimestre di quest’anno ha realizzato ricavi per 9,15 milioni di euro, in crescita dell’8,4% rispetto agli 8,44 milioni registrati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il risultato netto è però risultato negativo per 2,16 milioni di euro, rispetto alla perdita di 2,12 milioni contabilizzata nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Le raccomandazioni degli analisti sono assai datate: le più recenti risalgono infatti alla seconda metà dello scorso anno. L’ultima disponibile è del 21 ottobre 2025, con Banca Akros che aveva confermato il giudizio “neutral” e ridotto il target price a 2,3 euro.
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