Circa cento dipendenti della StarTech, azienda precedentemente nota come Flextronics, si sono radunati nelle prime ore di oggi in piazza Unità d’Italia a Trieste. Il sit-in, organizzato proprio davanti al palazzo della Prefettura, è nato per esprimere pubblicamente la “preoccupazione” dei lavoratori in merito alle prospettive future del sito produttivo e nei confronti di una pianificazione aziendale che “si è rivelata molto debole e fragile”.
Nel corso della protesta, che ha visto le maestranze incrociare le braccia per uno sciopero di quattro ore, una rappresentanza dei lavoratori ha ottenuto un colloquio con il prefetto Giuseppe Petronzi. Nel frattempo, il resto dei partecipanti ha presidiato l’esterno della sede governativa tra bandiere sindacali e musica, in attesa di aggiornamenti sul confronto.
La tensione all’interno dello stabilimento era già salita lo scorso mese, quando le retribuzioni di aprile non erano state accreditate entro le scadenze ordinarie. Questo blocco nei pagamenti ha portato alla luce una situazione societaria complessa: i soggetti economici che avrebbero dovuto finanziare e sostenere il piano di rilancio industriale non sono poi entrati a far parte della compagine societaria, una scoperta che ha inevitabilmente amplificato i dubbi e le incertezze sulla continuità dell’attività. Il prossimo passaggio cruciale per definire il destino della vertenza si consumerà a Roma, dove è già stato fissato un incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il tardo pomeriggio del 9 giugno.
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