L’Ue sarebbe pronta ad acconsentire a una flessibilità temporanea dello 0,3% rispetto al Patto di Stabilità per l’Italia per il 2026 e 2027, legata alla crisi di Hormuz, per le spese legate agli investimenti per la decarbonizzazione e l’efficientamento energetico all’interno della clausola nazionale di salvaguardia per la difesa.
Sarebbe questa la risposta alla lettera mandata da Giorgia Meloni a cui starebbe lavorando Bruxelles e che potrebbe arrivare domani, mercoledì 3 giugno, in occasione della presentazione del Semestre europeo con le valutazioni di finanza pubblica e le raccomandazioni per Paese. La flessibilità però non potrà essere usata per rifinanziare il taglio delle accise sui carburanti.
Chi ha già attivato la clausola
I Paesi che hanno già attivato la clausola per la difesa fino all’1,5% del Pil potranno aggiungere una flessibilità dello 0,3% per l’energia. Nel caso dell’Italia, che non ha ancora attivato la clausola, si tratta di uno 0,3% all’interno dell’1,5%: circa 6,5-7 miliardi all’anno.
La proroga del taglio delle accise
Al momento, il taglio delle accise è stato prorogato fino al 6 giugno e prevede:
- uno sconto di circa 5 centesimi di euro al litro sulla benzina;
- uno sconto di circa 10 centesimi di euro al litro sul gasolio.
Rispetto agli interventi precedenti per il diesel lo sconto è stato diminuito (la riduzione era arrivata a toccare anche i 20 centesimi di euro al litro), mentre per la benzina è rimasto invariato.
La proroga non è scontata
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato che la proroga del taglio non è scontata, visto il nodo risorse: “Gli interventi precedenti sono stati molto costosi e pesanti per il bilancio dello Stato. Ed è per questo che la presidente del Consiglio ha chiesto all’Unione europea la possibilità di derogare al Patto di stabilità“. Il prossimo Consiglio dei ministri è in programma giovedì 4 giugno, due giorni prima della scadenza del taglio accise.
Secondo alcune stime, senza sconto la benzina salirà a 2 euro al litro e il gasolio a 2,12. Finora gli sconti generalizzati sono costati quasi 2 miliardi di euro allo Stato.
Voucher solo per i più deboli
Fra le ipotesi allo studio del governo, quella di concentrare gli aiuti sui più vulnerabili, caricando un voucher da 100 euro per l’acquisto di benzina e diesel sulla social card «Dedicata a te», che spetta alle famiglie numerose con Isee fino a 15 mila euro. Si para d circa 1,2 milioni d nuclei familiari, per cui servirebbero 120 milioni reperibili con l’extragettito Iva.
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