Tempo di vendite per i mercati asiatici, in un venerdì dominato dalla scia ribassista proveniente dai listini americani dei semiconduttori. A scatenare il pessimismo generale è stata la pubblicazione dei conti trimestrali deludenti di Broadcom, una notizia che ha spinto gli investitori ad alleggerire le proprie posizioni sui titoli legati all’intelligenza artificiale per riposizionarsi su comparti più difensivi.
Seoul
La piazza finanziaria più colpita da questa ondata di vendite è stata quella della Corea del Sud, storicamente molto sensibile alle dinamiche dei microchip. Qui si è registrato il pesante tonfo di SK Hynix, che ha visto evaporare oltre il 9% del proprio valore, seguita a ruota da Samsung Electronics che ha chiuso in calo del 6,4%. La debolezza ha contagiato rapidamente anche le altre grandi aziende tecnologiche di Seul, provocando una contrazione del 6,43% per Samsung SDI e del 5,65% per LG Display.
Tokyo
Spostando lo sguardo sul mercato giapponese, la pressione dei venditori ha preso di mira soprattutto i fornitori di macchinari per la produzione di chip. Tokyo Electron e Advantest hanno infatti archiviato la seduta in forte ribasso, perdendo rispettivamente oltre il 6% e il 5%, mentre arretramenti più contenuti hanno interessato la componentistica elettronica di Murata Manufacturing, in calo del 2,11%, e l’automazione industriale di Fanuc, che ha ceduto l’1,95%.
Taiwan
Anche a Taiwan l’atmosfera è rimasta tesa, colpendo in particolar modo la catena di fornitura di Apple. Le vendite hanno travolto Largan Precision, specializzata in componenti ottiche per iPhone, che ha lasciato sul terreno più del 3%, e Hon Hai Precision Industry, arretrata del 2,9%. Decisamente più marginale è stato invece il ribasso di Pegatron, che ha limitato le perdite allo 0,1%, così come quello del gigante dei semiconduttori TSMC, che ha chiuso la giornata cedendo appena lo 0,84%.
Questo generalizzato ripiegamento dei listini orientali ha ricalcato fedelmente la precedente sessione di Wall Street, dove il crollo superiore al 12% di Broadcom, penalizzata da risultati del secondo trimestre fiscale inferiori alle aspettative, aveva già compromesso la stabilità del settore. Il clima di incertezza si era infatti esteso immediatamente all’intero comparto statunitense, penalizzando l’ETF VanEck Semiconductor per oltre un punto percentuale e trascinando verso il basso sia Micron Technology, scivolata di quasi l’8%, sia Arm Holdings, che ha archiviato la seduta con una perdita superiore al 4%.
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