Apple scende in campo nella corsa all’intelligenza artificiale e lancia Siri AI per iOS27, assistente digitale rinnovato, proattivo, arricchito dai modelli di IA generativa. Siri ora diventa un’applicazione indipendente, da usare sull’iPhone per ottenere sia risposte sulle funzioni del telefono, sia informazioni da ricercare su internet, in grado di sfidare ChatGpt e Gemini.
Apple ha collaborato con Google per integrare gli algoritmi sviluppati dal motore di ricerca all’interno della sua infrastruttura, in modo da gestire in maniera diretta la riservatezza delle informazioni.
Contenuti sensibili protetti
Craig Federighi, vice presidente senior del reparto ingegneria del software di Apple, ha sottolineato: “Oggi molti fornitori di IA promettono la privacy ma lasciano che siano gli utenti a dover capire cosa chiedono ai chatbot e come gestiscono le loro conversazioni”.
Siri dovrebbe funzionare in modo diverso: i dati vengono utilizzati solo per eseguire le richieste e la stessa compagnia ha lavorato con terze parti per assicurarsi che il flusso avvenga proteggendo i contenuti sensibili.
Siri è anche in grado di comprendere ciò che viene visualizzato sullo schermo, rispondendo a domande sui punti di riferimento raffigurati nelle immagini e fornendo indicazioni di navigazione verso luoghi specifici.
L’addio di Tim Cook
Il lancio della nuova Siri ha rappresentato anche l’addio di Tim Cook, che passerà il testimone di ceo di Apple a John Ternus dal 1° settembre. “Molti fornitori di IA dicono di considerare la privacy ma poi lasciano che siano gli utenti a decidere il peso delle loro conversazioni”, ha sottolineato Cook.
Ue e Cina per il momento escluse
Siri AI non arriverà subito in Ue e in Cina, dove l’azienda deve ancora soddisfare i requisiti normativi. L’introduzione del chatbot si inserisce all’interno dei nuovi sistemi operativi iOs 27 e iPadOs 27. Dal punto di vista dell’interfaccia, aggiornato il design Liquid Glass, che si potrà adattare in quanto a trasparenza secondo le proprie esigenze. Miglioramenti nella velocità di apertura delle applicazioni e nei trasferimenti tramite AirDrop, da qualche settimana supportato anche da alcuni modelli Android, come i Pixel di Google e i più recenti Galaxy di Samsung.
Più filtri per i minori
Rafforzati gli strumenti a tutela dei minori con la funzione “Ask to Browse Website”, che subordina l’accesso a specifici domini web all’approvazione preventiva dei genitori. I filtri sui contenuti sensibili, precedentemente limitati alle immagini di nudo, si estendono ora all’identificazione di materiale violento o esplicito. Il pacchetto di tutela per i più piccoli si completa con l’implementazione di nuove restrizioni temporali configurabili per categoria di applicazione, concepite per limitare le distrazioni durante gli orari scolastici.
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