Il debutto sui mercati finanziari di SpaceX rappresenta un evento senza precedenti per dimensioni e valutazione. La società ha raccolto 75 miliardi di dollari attraverso il collocamento di 555,6 milioni di azioni a 135 dollari l’una, raggiungendo una capitalizzazione di circa 1.770 miliardi di dollari e diventando la più grande IPO della storia statunitense. Con questa valutazione, SpaceX entra immediatamente tra le società più capitalizzate al mondo e supera il valore di mercato di Tesla registrato nello stesso periodo.
Razzi, IA e telecomunicazioni
Una simile valorizzazione non si spiega soltanto con il successo dei razzi riutilizzabili Falcon 9 e Falcon Heavy, che hanno rivoluzionato il settore dei lanci spaziali. Gli investitori stanno scommettendo sulla trasformazione di SpaceX in un conglomerato tecnologico integrato che combina attività spaziali, telecomunicazioni satellitari e intelligenza artificiale. Il prospetto depositato presso la Securities and Exchange Commission distingue infatti tre aree operative principali: il business spaziale tradizionale, il segmento Connectivity che comprende Starlink e le attività AI sviluppate attraverso l’integrazione di xAI.
Starlink
La sostenibilità di una quotazione vicina ai due trilioni di dollari dipenderà tuttavia dalla capacità di rendere profittevoli queste diverse linee di business. I dati finanziari pubblicati in vista dell’IPO mostrano che Starlink rappresenta oggi il vero motore economico del gruppo: nel 2025 ha generato circa 11,4 miliardi di dollari di ricavi, pari a oltre il 60% del fatturato complessivo, e circa 4,4 miliardi di utile operativo. La rete conta oltre 10 milioni di utenti nel mondo e contribuisce da sola alla maggior parte della redditività aziendale.
Data center
Al contrario, le attività legate all’intelligenza artificiale e ai futuri data center spaziali richiedono investimenti enormi e stanno ancora assorbendo capitale. L’acquisizione di xAI ha contribuito a trasformare un utile netto di 791 milioni di dollari registrato nel 2024 in una perdita netta di quasi 5 miliardi nel 2025. Per molti osservatori, ciò significa che l’attuale valutazione incorpora aspettative estremamente ambiziose sulla futura monetizzazione dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture spaziali.
A rendere ancora più complesso il quadro vi è la crescente interconnessione tra le aziende controllate da Elon Musk. I documenti dell’IPO mostrano già rapporti commerciali tra SpaceX e Tesla per centinaia di milioni di dollari, mentre l’integrazione di xAI all’interno del gruppo ha ampliato ulteriormente le sovrapposizioni operative e tecnologiche. Sebbene non esistano annunci ufficiali relativi a una fusione tra SpaceX e Tesla, diversi analisti ritengono che la crescente convergenza tra mobilità elettrica, intelligenza artificiale, infrastrutture energetiche e connettività satellitare possa alimentare nel tempo ipotesi di aggregazione societaria.
Un eventuale rafforzamento di tali intrecci attirerebbe inevitabilmente l’attenzione delle autorità di vigilanza e degli investitori istituzionali. Già oggi alcune analisi evidenziano i rischi derivanti dall’elevata concentrazione del controllo nelle mani di Musk e dalle limitate tutele riconosciute agli azionisti di minoranza. La sfida della nuova SpaceX quotata non sarà quindi soltanto tecnologica, ma anche finanziaria e di governance: convincere il mercato che una società valutata quasi due trilioni di dollari possa conciliare crescita, trasparenza e sostenibilità economica nel lungo periodo.
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