Ilpra, il re del packaging quotato a Piazza Affari, potrebbe nascondere al suo interno un contenuto ancora non pienamente riflesso nella valutazione di Borsa. Ne sono convinti gli analisti che in coro raccomandano l’acquisto delle sue azioni, giudicate sottovalutate e con potenziali margini di rialzo, sostenuto da una crescita a doppia cifra e una strategia di sviluppo credibile.
L’espansione del gruppo
Fondata nel 1955 a Mortara, in provincia di Pavia, Ilpra è oggi uno dei principali produttori italiani di macchinari per il confezionamento e l’imballaggio destinati soprattutto ai settori alimentare, farmaceutico e medicale. Le sue soluzioni, progettate e realizzate interamente in Italia, sono esportate in tutto il mondo. Con oltre 23.000 macchinari installati, 422 dipendenti, una presenza diretta in 12 paesi, il gruppo realizza all’estero circa il 62% del suo fatturato. Una diversificazione geografica che rappresenta anche una forma di protezione rispetto a eventuali rallentamenti di singoli mercati. L’espansione, però, non si ferma e la sua intenzione è quella di continuare ad ampliare il proprio presidio geografico. Proprio in questo periodo il gruppo sta aprendo una nuova filiale a Melbourne, destinata a diventare l’hub per Australia, Nuova Zelanda e Micronesia, mentre valuta nuove opportunità di crescita nei comparti cosmetico e medicale, sia attraverso acquisizioni mirate sia con la creazione di divisioni dedicate. Parallelamente prosegue il rafforzamento organizzativo, con la centralizzazione di alcuni servizi e l’obiettivo di offrire ai clienti un sistema sempre più integrato, che vada oltre la semplice vendita del macchinario.
La crescita passa anche dall’innovazione, centrale in un mondo in evoluzione. Tant’è che la nuova regolamentazione europea sugli imballaggi non desta particolari preoccupazioni: «L’impatto di questa normativa sul gruppo Ilpra è molto contenuto, perché il gruppo produce macchine per il packaging che posso essere adattate a qualsiasi tipo di materiale, dalla plastica, alla carta, alla cellulosa, al vetro ed alla ceramica», ha precisato a Moneta il presidente e amministratore delegato Maurizio Bertocco. Negli ultimi tre anni Ilpra ha investito 7,6 milioni di euro in ricerca e sviluppo, sviluppando internamente nuove tecnologie e soluzioni di confezionamento capaci di rispondere a esigenze produttive sempre più diversificate.
Una strategia che si riflette nei conti. Nel 2025 i ricavi sono cresciuti di oltre il 20%, raggiungendo gli 84 milioni di euro, l’Ebitda ha superato i 16 milioni (mettendo a segno un +11%), mentre l’utile netto è salito del 14% a 7,6 milioni di euro (6,1 milioni di pertinenza del gruppo). Risultati che hanno consentito anche la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione.

Cosa racchiude il titolo
Sbarcata a Piazza Affari nel 2019 sul mercato Euronext Growth Milan a 2,20 euro per azione, oggi Ilpra quota intorno ai 7 euro, dopo aver aggiornato a inizio mese il massimo storico di 8,20 euro. Negli ultimi dodici mesi il titolo ha guadagnato circa il 23%, ma secondo gli analisti il potenziale di rivalutazione non sarebbe ancora esaurito. Le raccomandazioni restano orientate al “buy” (acquistare).
Gli analisti di MidCap Partners sottolineano come «l’andamento recente confermi una graduale accelerazione dell’attività», evidenziando anche la coerenza della strategia industriale. Il gruppo, osservano, continua a integrare le proprie soluzioni per offrire linee produttive sempre più complete, mantenendo come priorità la crescita organica, la diversificazione settoriale e un approccio selettivo alle acquisizioni. Ancora più ottimista Integrae Sim, che assegna al titolo un prezzo obiettivo di 9 euro, pari a un potenziale rialzo di circa il 28% rispetto alle quotazioni attuali. Secondo gli analisti, Ilpra sta attraversando una fase di trasformazione industriale che nel breve periodo ha assorbito parte della marginalità, ma che rappresenta un investimento destinato a rafforzare la competitività e la redditività del gruppo nel medio-lungo termine.
Certamente non mancano rischi: l’esecuzione del piano industriale, il successo delle eventuali acquisizioni e la capacità di mantenere gli attuali ritmi di crescita saranno gli elementi decisivi da monitorare. Bisognerà osservare con attenzione soprattutto la capacità del management di trasformare il piano industriale in ulteriore crescita degli utili e della generazione di cassa.
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