Conto alla rovescia per la quotazione di SpaceX, il colosso spaziale di Elon Musk che controlla anche la costellazione di satelliti Starlink, l’ex Twitter e xAi, la start up di intelligenza artificiale del papà di Tesla. L’Ipo, che dovrebbe essere lanciata a giugno, si appresta a essere la più faraonica della storia: la società punta a una valutazione superiore a 1.750 miliardi di dollari e potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi, superando di gran lunga il record 2019 di Saudi Aramco, che debuttò con 29 miliardi.
Piccoli investitori
Secondo le ultime indiscrezioni, una quota significativa delle azioni (si parla del 30%) sarà destinata al pubblico retail, con un coinvolgimento diretto anche nella fase di lancio, con 1.500 piccoli investitori che saranno invitati a un evento ad hoc dopo l’avvio del roadshow, che secondo Reuters partirà l’8 giugno dopo un confronto con circa 125 analisti delle 21 banche coinvolte.
Monopolio di fatto
Al cuore di questo impero spaziale privato, la rete di comunicazione satellitare Starlink, la più avanzata al mondo: solo nel 2025, a sei anni del primo lancio dedicato, ha raggiunto il traguardo di 9 milioni di clienti in circa 155 Paesi. A marzo ha superato la soglia di 10 mila satelliti in orbita bassa, ovvero i 2/3 del totale, ma l’obiettivo è arrivare a 42 mila. Un monopolio di fatto: la costellazione OneWeb di Eutelsat si ferma a circa 651 satelliti, mentre Amazon Leo, lanciata da Jeff Bezos, ne ha 210. Le società cinesi Guo Wang e Qian Fan ne controllano rispettivamente 154 e 108.
Asset geopolitico
Non a caso Starlink ha travalicato il ruolo di infrastruttura di comunicazione civile ed è diventata un asset chiave a livello geopolitico, come ha dimostrato il suo ruolo nella guerra in Ucraina e in Iran. Una situazione inedita: per la prima volta una compagnia privata può decidere se, come, quando e dove garantire le comunicazioni a Stati ed eserciti, influenzando in modo diretto il risultato di un conflitto.
L’Ucraina
Per fare un esempio, nel 2022 Starlink è stata fondamentale per assicurare la connettività all’Ucraina, le cui reti erano state distrutte dalla Russia. Senza i satelliti di Musk, Kiev non avrebbe potuto contare su comunicazioni militari rapide, coordinamento logistico e impiego di droni e sistemi avanzati comandati a distanza. In sintesi, la resistenza contro Mosca sarebbe stata probabilmente impossibile. D’altra parte, però, Starlink avrebbe negato la copertura dei suoi satelliti ai sottomarini ucraini che volevano condurre un attacco in Crimea, impedendo di fatto l’operazione.
Il caso Iran
In Iran, la Casa Bianca ha fornito oltre 6 mila dispositivi Starlink agli oppositori dopo che il regime degli ayatollah aveva bloccato Internet durante le proteste di gennaio. La reazione di Teheran è stata durissima, tanto che possedere terminali Starlink espone ad accuse di spionaggio, punito con la pena di morte.
Le potenzialità di Starlink, però, fanno gola anche alla criminalità organizzata e ai gruppi terroristici islamici, che cercano di sfruttare le comunicazioni satellitari per lanciare attacchi sempre più sofisticati contro Stati e forze di polizia.
Colombia
In Sud America, in particolare, i narcos hanno preso esempio dai campi di battaglia ucraini e hanno iniziato a impiegano piccoli sottomarini a guida autonoma e droni per trasportare i carichi di droga. Nel luglio scorso l’esercito colombiano ha catturato il primo semi sommergibile senza equipaggio, in grado di trasportare una tonnellata di cocaina, guidato da un sistema Starlink. Il collegamento satellitare assicurava all’imbarcazione un ampio raggio di azione: gli ufficiali della Marina sospettano che i cartelli abbiano assoldato tecnici stranieri ingaggiati per installare i dispositivi, fornire assistenza e risolvere eventuali problemi.
La Foresta Amazzonica
In Brasile, Starlink e l’Ufficio del Procuratore Federale Brasiliano hanno raggiunto un accordo per limitare l’uso del sistema nelle aree della foresta amazzonica a rischio di scavi minerari illegali. I gruppi criminali sfruttavano infatti Starlink per trasmettere in tempo reale la posizione delle squadre delle agenzie governative contro i reati ambientali, sfuggendo alle retate e mettendo a rischio la sicurezza degli agenti. I nuovi utenti nella regione devono identificarsi e fornire prove della loro residenza. Inoltre è stato dato il via libera alla condivisione dei dati con le autorità in caso di indagini e alla sospensione del servizio in presenza di attività sospette.
L’Africa
È in Africa però che il problema è esploso, visto che i gruppi terroristici islamici, da Isis ad Al Quaeda, stanno sfruttando le nuove tecnologie satellitari per aumentare il numero e la forza dei loro attacchi. Nel 2025 nel Continente si è raggiunto il tragico record di 22.300 vittime dei jihadisti, secondo i dati del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Pesano sia l’aumento degli affiliati (che fra Nigeria, Somalia e Sahel avrebbero raggiunto le 50 mila unità, lo stesso numero di combattenti reclutati in Iraq e Siria al culmine dell’offensiva islamista) sia il ricorso ai droni e ai sistemi satellitari come Starlink.
Contrabbando
In molti Paesi i kit vengono introdotti grazie al contrabbando, tanto che diverse nazioni, fra cui il Niger e il Ciad, hanno deciso di aprire ufficialmente le porte a Starlink nella speranza che la liberalizzazione fornisca alle autorità gli strumenti per poter contrastare in modo più efficace il suo uso da parte dei jihadisti, che sfruttano la tecnologia non solo per gli attacchi, ma anche per controllare i movimenti delle Forze dell’ordine e sfuggire alla cattura. Secondo alcuni contrabbandieri, i vantaggi offerti da Starlink sarebbero molti: è più efficiente rispetto ai telefoni satellitari tradizionali e i kit sono piccoli, facili da nascondere, relativamente economici (i prezzi vanno da circa 400 a poco più di 600 dollari) e difficili da riconoscere per le guardie di frontiera.
Mali e Nigeria
Diversi episodi dimostrano che si tratta di un problema concreto e non solo di un rischio potenziale. L’Iswap (organizzazione jihadista attiva in Africa occidentale e centrale, affiliata allo Stato Islamico e nata da una scissione da Boko Haram) e il ramo di Al Qaeda noto come Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin – fondato in Mali – avrebbero utilizzato le connessioni internet di Starlink per rafforzare le proprie capacità operative, secondo quanto riferito dalla Global Initiative Against Transnational Organized Crime. Nel giugno 2025 l’impiego di connessioni satellitari avrebbe consentito attacchi coordinati su più fronti in Mali tra Boulkessi, Timbuctù e l’aereoporto. E le Forze di sicurezza nigeriane hanno sequestrato dispositivi Starlink durante diverse operazioni anti terrorismo.
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