Non una semplice Ipo, ma un vero banco di prova per il settore. L’imminente quotazione di Knds, il gruppo franco-tedesco nato dalla fusione tra Nexter e Krauss-Maffei Wegmann e produttore dei carri armati Leopard e Leclerc, si preannuncia come un test cruciale per misurare l’appetito degli investitori verso un settore che, dopo aver guidato i mercati dal 2022, mostra i primi segnali di rallentamento. Negli ultimi anni la difesa ha beneficiato dei conflitti, del deterioramento della sicurezza europea, dell’aumento dei bilanci militari e della crescente pressione sugli alleati Nato affinché si incrementasse la spesa per la difesa. Questo scenario ha spinto le valutazioni di molti gruppi europei su livelli record, alimentando una corsa degli investitori verso il settore. Corsa che ora sta subendo una frenata. Proprio ieri i titoli del settore sono stati trascinati a fondo (Leonardo -4,7%; Fincantieri -2,9%) dalle vendite che hanno colpito Rheinmetall (-13%), dopo che la Germania ha annunciato l’abbandono dei piani per costruire quelle che sarebbero state le navi da guerra più grandi commissionate dal paese dalla Seconda Guerra Mondiale.
Anche per questo la più grande Ipo europea della difesa assume una valenza particolare. La società punta a collocare sul mercato il 20% del capitale, con una valutazione stimata tra 15 e 20 miliardi. Se la domanda dovesse risultare robusta e sostenere la fascia alta delle valutazioni attese, il messaggio sarebbe chiaro: il mercato continua a credere nella crescita strutturale della difesa europea nonostante la recente fase di consolidamento dei titoli del settore, aprendo a una fase due che vedrebbe nello sviluppo di una vera difesa europea un’ulteriore spinta.
Al contrario, un’accoglienza tiepida potrebbe indicare che gli investitori stanno diventando più selettivi. In altre parole, secondo gli analisti la quotazione di Knds offrirà una misura concreta della distanza tra le aspettative generate dal riarmo europeo e la disponibilità del mercato a continuare a pagare multipli elevati.
L’operazione arriva inoltre in un momento delicato per la cooperazione industriale europea. Solo poche settimane fa il programma Fcas, il futuro sistema di combattimento aereo sviluppato da Francia, Germania e Spagna, è stato cancellato.
In questo contesto, l’accordo raggiunto tra Parigi e Berlino per riequilibrare l’azionariato di Knds assume anche una valenza politica. Dopo l’acquisizione da parte del governo tedesco della quota della famiglia Wegmann, Francia e Germania deterranno ciascuna il 40% del gruppo, mentre il restante 20% sarà destinato al mercato con l’Ipo.
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