Per anni Tesmec è stata una di quelle storie di Borsa ai margini dei radar degli investitori. Approdata sul segmento Star nel lontano 2010, la società bergamasca specializzata in tecnologie per le infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica è stata a lungo una realtà industriale legata a segmenti ciclici e quindi poco appariscente nel panorama delle Pmi quotate. E a guardare il grafico di Borsa fino a poco tempo fa poteva sorgere il dubbio che Tesmec avesse gli anni migliori ormai alle spalle.
Oggi invece il mercato guarda Tesmec con occhi diversi e in soli dodici mesi il titolo è passato da 0,05 euro circa a oltre 0,43 euro, con un valore quindi moltiplicato di oltre otto volte. Un exploit che riflette una trasformazione nella percezione degli investitori. Il mercato ha smesso di sottovalutare una delle leve più interessanti della società: la sua esposizione alla corsa mondiale per reti elettriche più moderne, più intelligenti e più resilienti.
L’ultimo mese borsistico ha visto un’ulteriore accelerazione in Borsa con il titolo balzato di un ulteriore 131%, migliore in assoluto tra le mid e small cap del listino milanese, sotto la spinta anche delle valutazioni positive da parte degli analisti. In particolare, Intermonte ha ribadito il giudizio «outperform» alzando contestualmente il prezzo obiettivo da 0,19 a 0,46 euro, più che raddoppiandolo rispetto ai livelli precedenti e con il target che coincide proprio con i massimi assoluti che risalgono al 2014. Anche al livello del target price di 0,46 euro, il titolo risulterebbe a detta degli analisti ancora decisamente a sconto rispetto ai competitor.
Tesmec fornisce tecnologie per infrastrutture strategiche attraverso tre divisioni: Energy (installazione di linee elettriche e automazione delle reti intelligenti che contano per circa il 38% dei ricavi dell’esercizio 2025), Trencher (42% dei ricavi) e Rail (21%), con circa il 75% delle vendite realizzate all’estero e un portafoglio ordini pari a 474 milioni di euro al primo trimestre del 2026 (+32% su base annua). «L’Energy è il motore strutturale della crescita», sottolineano gli esperti di Intermonte che prevedono per questo segmento un aumento dei ricavi del 15% annuo fino al 2028, sostenuto da investimenti già approvati e da un contesto regolatorio favorevole, con Terna e il piano europeo per le reti elettriche come principali riferimenti industriali. Non è solo una questione di fatturato. Nel primo trimestre di quest’anno l’Energy è arrivato a pesare per il 58% dell’intero margine operativo lordo consolidato.
Meno debito
C’è poi un altro elemento che, in Borsa, piace sempre: il de-leveraging. Tesmec parte da una posizione di debito finanziario netto di 130 milioni nel 2025, ma Intermonte vede una discesa a 90 milioni nel 2028, con rapporto net debt/Ebitda in calo da 3,2 volte a 1,3 volte. In altre parole, la crescita non dovrebbe essere “comprata” con più leva, ma accompagnata da una progressiva maggiore robustezza patrimoniale.
Più ricavi e utili
Gli analisti hanno aumentato le previsioni per il periodo 2026-2028 indicando il fatturato a 342 milioni a fine triennio, l’ebitda a 71 milioni e l’utile netto più che raddoppiare a 25 milioni dagli 11 attesi per quest’anno. A questo si aggiunge il cambiamento regolatorio su sicurezza e digitalizzazione, che secondo Intermonte spinge il mix verso servizi più ricorrenti e a maggior valore aggiunto in tutte e tre le divisioni.
Lo scorso anno Tesmec è tornata in utile per 2,1 milioni, a fronte della precedente perdita di 4,8 milioni e il suo presidente Ambrogio Caccia Dominioni ha rimarcato come il portafoglio ordini risulti «solido e ben diversificato» nelle diverse unità operative, rappresentando un «elemento abilitante fondamentale per consolidare la traiettoria di crescita e la sostenibilità del gruppo». Nle 2025 i ricavi hanno segnato una crescita del 7,5% a 257,6 milioni di euro.
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