Sono un milione i risparmiatori che hanno visto evaporare 3,81 miliardi di dollari, andati in fumo dopo aver investito nel memecoin $TRUMP. Lo ha svelato un’analisi condotta on-chain dalla società di ricerca blockchain Nansen, ripresa in un’esclusiva del New York Times. Questo pesante bilancio in rosso, che colpisce circa i due terzi di tutti coloro che hanno acquistato il token, si scontra frontalmente con l’eccezionale performance finanziaria personale del Presidente Donald Trump e della sua famiglia, che invece hanno capitalizzato oltre 1,4 miliardi di dollari dal settore cripto nel corso del solo anno precedente.
Il token $TRUMP, lanciato a metà gennaio 2025 appena tre giorni prima del secondo insediamento alla Casa Bianca, aveva cavalcato un’ondata di euforia collettiva che ne aveva spinto il prezzo fino al picco storico di 75,35 dollari. Ma la parabola si è rivelata speculativa e distruttiva per il pubblico retail: nel giro di un anno e mezzo il valore è crollato del 97,8%, assestandosi intorno a 1,69 dollari. Nonostante questo collasso verticale, la dichiarazione finanziaria annuale depositata da Trump a fine giugno 2026 presso l’Office of Government Ethics ha rivelato che il Presidente ha incassato personalmente 636 milioni di dollari da questa specifica moneta. Il guadagno milionario è stato reso possibile da un preciso meccanismo di royalty strutturato tramite la società CIC Digital, che tratteneva una percentuale fissa su ogni singola transazione tramite smart contract. Questa configurazione tecnica ha garantito profitti sistematici basati sui volumi di scambio, indipendentemente dal fatto che il valore della moneta salisse o che gli investitori stessero liquidando le proprie posizioni in perdita.
Trump batte cassa
A completare il quadro dei guadagni presidenziali contribuisce il progetto World Liberty Financial, la piattaforma di finanza decentralizzata co-fondata da Trump insieme ai figli Donald Jr. ed Eric. Anche in questo caso, l’emissione del token correlato $WLFI ha seguito un copione analogo, subendo un deprezzamento superiore all’80% rispetto ai massimi storici e scambiando a circa 0,056 dollari, pur avendo garantito alla famiglia Trump circa 799 milioni di dollari di entrate complessive grazie agli accordi di allocazione iniziale.
Intanto mentre l’opposizione al Senato denuncia un inedito conflitto di interessi e spinge per l’approvazione dell’ End Crypto Corruption Act per limitare i profitti legati ad asset digitali da parte dei funzionari pubblici, la Casa Bianca ha difeso con fermezza la linea della totale deregolamentazione.
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