Scontro aperto fra i sindacati e l’Emilia Romagna, la Regione rossa per eccellenza, guidata dal dem Michele De Pascale. La Regione infatti nega il buono pasto ai dipendenti che lavorano in smart, privandoli di un bonus su cui contano molti lavoratori. La novità è stata difesa dall’assessore regionale al Bilancio Davide Baruffi, scatenando le ire della Cisl e dei sindacati di base che ora minacciano lo sciopero.
Le parole dell’assessore
«Non sussiste allo stato attuale un obbligo giuridico sul buono pasto nelle giornate di lavoro agile» scrive Baruffi, precisando però che la giunta riconosce che il contratto nazionale vigente ha «introdotto una novità in merito alla possibilità di erogarlo anche qualora la giornata lavorativa sia resa in modalità agile, ma subordinato ad alcune condizioni», fra cui delle finanziarie.
Cisl indignata
Una posizione a cui la Cisl ha reagito con una dura lettera aperta: “Come CISL FP Emilia-Romagna riteniamo che questo istituto sia già oggi concretamente applicabile. È la posizione che sosteniamo fin dalla sottoscrizione del contratto nazionale e che abbiamo formalizzato già il 5 marzo scorso, chiedendo l’apertura urgente del confronto e l’applicazione dell’istituto con decorrenza dal 23 febbraio 2026. Da allora sono trascorsi oltre quattro mesi. Quattro mesi nei quali non è stato convocato nemmeno un tavolo dedicato. Quattro mesi nei quali, nonostante i ripetuti solleciti della CISL FP ER, anche nel corso degli incontri sindacali, la Regione non ha trovato il tempo di discutere una questione che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo ci sorprende leggere oggi che “la materia sarà affrontata in contrattazione”. La domanda è semplice: quando?”.
Il benessere dei dipendenti
La Cisl sottolinea poi l’aspetto più politico che contabile della vicenda: “Il riconoscimento del buono pasto nelle giornate di lavoro agile non rappresenta soltanto un beneficio economico: è un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno garantisce il funzionamento dell’Ente. È una misura che contribuisce a rendere la pubblica amministrazione un datore di lavoro competitivo, capace di attrarre e soprattutto di trattenere professionalità qualificate. Per questo motivo lascia perplessi che, ancora una volta, il principale argomento richiamato sia quello della disponibilità finanziaria”.
Sindacati di base in agitazione
Dura anche la posizione del sindacato di base Sgb che ha proclamaro lo stato di agitazione e preannunciato lo sciopero a settembre “se la giunta regionale non adempirà ai suoi obblighi”. Secondo Sgb, negando i buoni pasto la Regione “continua a comportarsi come se lavoratori e lavoratrici regionali non esistessero e non fossero il vero motore di tutto il sistema regionale. Dopo un anno di caos e gestione opaca di un processo di riorganizzazione del sistema regionale calato dall’alto, la giunta continua a negare a lavoratori e lavoratrici l’unico elemento positivo dell’ultimo contratto nazionale“.
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