C’è una storia di famiglia dentro ogni bottiglia Polara. Una storia che affonda le proprie radici in Sicilia e che, nel corso di oltre settant’anni, è riuscita a trasformare un piccolo laboratorio in un marchio riconosciuto ben oltre i confini nazionali. Oggi l’azienda, guidata dalla terza generazione della famiglia fondatrice, esporta le proprie bibite in oltre 50 Paesi, portando nel mondo i sapori e la cultura dell’isola.
Fondata nel secondo dopoguerra, Polara ha costruito la propria identità puntando su ricette ispirate alla tradizione siciliana, ingredienti selezionati e un forte legame con il territorio. Dalle classiche gassose alle toniche fino alle bevande a base di agrumi (compresi il cedro e il mandarino verde), il catalogo dell’azienda si è ampliato raccontando una Sicilia autentica, fatta di profumi mediterranei e di eccellenze agricole. La crescita dell’azienda trova conferma anche nei numeri. Polara ha chiuso il 2025 con un fatturato di 15 milioni di euro, di cui il 30% realizzato sui mercati esteri. Ogni anno dagli stabilimenti escono circa 45 milioni di bottiglie, destinate anche a Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna e Paesi del Nord Europa. Una crescita che si riflette anche sull’occupazione: negli ultimi cinque anni l’organico è passato da 24 a 34 dipendenti, con dieci nuove assunzioni. L’internazionalizzazione rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia recente dell’azienda. Le bibite Polara sono oggi distribuite in mercati internazionali, dove il Made in Italy continua a essere sinonimo di eccellenza. La crescente domanda di prodotti legati alla tradizione gastronomica italiana ha permesso all’azienda di ampliare la propria rete commerciale, conquistando consumatori sempre più interessati a prodotti dal forte carattere identitario.
Il successo internazionale, però, non ha modificato il DNA dell’impresa. La dimensione familiare resta uno degli elementi distintivi di Polara, con una gestione che privilegia rapporti diretti, una particolare attenzione alla qualità produttiva e all’immagine del prodotto. «La chiave è la qualità, che valorizza le materie prime locali garantendo una tracciabilità totale – racconta a Moneta Giuseppe Polara, direttore commerciale e business developer e nipote del fondatore Peppino Polara. – A questo si aggiunge una ricerca costante sull’immagine e sul packaging, perché l’etichetta è il primo strumento di narrazione. Il design trasforma un prodotto di consumo in un’esperienza riconoscibile e rende il produttore visibile anche a migliaia di chilometri di distanza». Un ruolo decisivo, sottolinea il manager, è svolto anche dalla presenza diretta della famiglia nello sviluppo commerciale. «Partecipiamo personalmente alle principali fiere internazionali e siamo noi a incontrare clienti e distributori. Essere presenti in prima persona contribuisce a costruire rapporti di fiducia che per noi rappresentano un valore aggiunto».
Accanto alle opportunità non sono mancate le difficoltà. A cominciare dalla posizione geografica dell’azienda. «Operare dalla Sicilia ha significato affrontare delle complicazioni ulteriori, dovute alla carenza di infrastrutture e ai trasporti, che hanno aumentato i costi», osserva Polara. Oggi il contesto è diverso, ma comunque caratterizzato da un incremento generale dei costi di produzione, del packaging, dell’energia e della logistica.
La solidità del percorso intrapreso ha attirato negli anni l’interesse di diversi fondi di investimento, interesse che continua a manifestarsi anche oggi. Per il momento, però, la famiglia non sembra orientata a un cambio di governance e considera prematura l’ipotesi di una quotazione in Borsa. La priorità è piuttosto quella di sostenere il piano industriale attraverso il potenziamento delle linee produttive, l’ampliamento della gamma con prodotti complementari e il rafforzamento della presenza commerciale. «L’Asia rappresenta uno dei mercati su cui investiremo nei prossimi anni, senza trascurare il continente americano. Allo stesso tempo esistono ancora ampi margini di crescita anche sul mercato italiano», conclude Polara. Una strategia chiara che conferma come un’impresa familiare possa competere sui mercati internazionali valorizzando le proprie radici territoriali e trasformando una bibita in un ambasciatore del Made in Sicily.
Leggi anche:
1. Scoppia la passione per il Vermouth, l’aperitivo “vintage” piace anche in Asia
2. Feral, il “non vino” delle Dolomiti che conquista gli chef stellati
© Riproduzione riservata