Telespazio, joint venture tra Leonardo e Thales, rafforza la propria infrastruttura terrestre per le comunicazioni spaziali con l’entrata in funzione della nuova antenna satellitare operativamente attiva in banda S e X sull’isola di Santa Maria, nell’arcipelago portoghese delle Azzorre. L’impianto è un tassello chiave di una piattaforma avanzata progettata per gestire in modo unificato l’intero ciclo di vita e le fasi operative di una missione spaziale: dalla pianificazione delle acquisizioni satellitari fino alla distribuzione dei dati, sia in modalità real-time sia near real-time. Significa che il sistema è progettato per trasferire ed elaborare una grande quantità di dati spaziali quasi senza ritardi, garantendo al contempo che la trasmissione rimanga stabile e sicura.
La nuova stazione isolana va a integrare un pool infrastrutturale strategico distribuito su scala internazionale. La rete comprende infatti due antenne polari situate a Sodankylä, nella Lapponia finlandese, e l’antenna Bts-2 installata presso il Centro spaziale del Fucino, in Abruzzo, uno dei principali teleporti civili al mondo per la gestione dei satelliti. Attraverso questa architettura distribuita e interconnessa, Telespazio si posiziona come fornitore di punta nei servizi di stazione di terra, in grado di supportare sia missioni istituzionali sia iniziative commerciali grazie a una copertura geografica estesa e a una gestione centralizzata e coordinata delle risorse di terra.
Il battesimo operativo della rete integrata avverrà a supporto del progetto Iride-Fos (Flight operations segment). Il programma Iride, promosso dal Governo italiano nell’ambito del Pnrr e gestito dall’Agenzia spaziale europea con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana, costituisce l’infrastruttura di riferimento nazionale per l’osservazione della Terra. La rete gestirà l’acquisizione dei dati generati dai satelliti basati sulle piattaforme tecnologiche Nimbus e Platino, destinati al monitoraggio ambientale, alla protezione civile e ai servizi per la pubblica amministrazione.
L’orizzonte d’impiego dell’infrastruttura è destinato a espandersi ulteriormente. Sono infatti già pianificate integrazioni future a supporto della costellazione radar ad alta risoluzione Cosmo-Skymed second generation, sviluppata dall’Agenzia spaziale italiana e dal Ministero della difesa.
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