Il mese di luglio, appena lasciato alle spalle, appare non particolarmente positivo per il comparto delle utilities quotate a Piazza Affari. L’indice di settore – il Ftse Italia Utilities – ha ceduto nel periodo circa due punti percentuali. Tuttavia, se si allarga lo sguardo al resto del mercato, la performance mostra una certa tenuta, beneficiando della ricerca di stabilità da parte degli investitori di fronte ai timori per l’intelligenza artificiale. Le ultime settimane hanno infatti visto il ritorno di dubbi sulla sostenibilità del rally dei titoli tecnologici legati all’IA. In questo contesto, gli operatori hanno privilegiato i titoli caratterizzati da flussi di cassa più prevedibili e da dividendi stabili. Le utility, grazie alla natura regolata di gran parte delle loro attività e alla visibilità degli utili, si confermano un approdo relativamente sicuro nelle fasi di maggiore volatilità dei mercati. E così il comparto si è distinto per una performance, per quanto non positiva, comunque migliore rispetto all’indice americano Nasdaq che nel mese ha lasciato sul parterre oltre 7 punti percentuali, riflettendo l’avversione al rischio degli investitori. Sul listino italiano i titoli appartenenti al comparto utility sono di dimensioni medio-grandi. Si tratta di società che offrono servizi di pubblica utilità, operando nei settori dell’energia elettrica, delle reti telefoniche, del trasporto del gas per uso domestico, della raccolta e trasformazione dei rifiuti e degli approvvigionamenti di acqua.
A2a
Società attiva nei settori chiave della transizione energetica e dell’economia circolare, dispone di un portafoglio diversificato di impianti di generazione, tra cui impianti termoelettrici, idroelettrici, solari ed eolici, ma si occupa anche di fornitura e distribuzione di energia elettrica e gas e opera nel ciclo integrato dell’acqua, nell’illuminazione pubblica, nell’efficienza energetica, nei servizi per le smart city e nella mobilità elettrica. Alla vigilia della relazione semestrale (approvata il 30 luglio), il titolo veniva scambiato in area 2,3 euro, con una performance rispetto a un anno fa di quasi il 5%. Quanto agli analisti, nelle scorse settimane Equita Sim ha confermato la raccomandazione «hold» (tenere in portafoglio) e alzato il target price a 2,8 euro. In precedenza (27 aprile) Intesa Sanpaolo aveva ribadito il «neutral» e ridotto a 2,7 euro l’obiettivo di prezzo. Secondo l’analisi tecnica di Teleborsa, lo scenario di medio periodo è connotato positivamente.
Enel
La società è uno dei principali operatori integrati a livello globale nei settori dell’energia elettrica e del gas. Il titolo, tra i maggiori di Piazza Affari, a metà settimana veniva scambiato appena sotto i 10 euro, con una performance positiva del 28% circa rispetto a un anno fa. I più recenti giudizi degli analisti risalgono al maggio scorso, con Citigroup (19 maggio) che aveva confermato il «neutral» e alzato il target price a 9,4 euro. Per la maggior parte sono positivi, tra raccomandazioni di acquisto o di mantenimento del titolo in portafoglio.
Hera
Azienda multiservizi italiana, opera in 316 comuni dell’Emilia-Romagna, delle Marche e nell’area del Nord-Est. Fondata nel 2002, fornisce servizi energetici, idrici e ambientali a 7,5 milioni di cittadini ed è tra le maggiori aziende italiane per fatturato. Nel primo semestre, il gruppo ha riportato un utile netto di pertinenza degli azionisti pari a 227,6 milioni di euro, con una crescita su base annua de 15,8%. Il titolo valeva a metà settimana circa 3,83 euro, in leggero calo rispetto a un anno fa ma in crescita di oltre il 4% nell’ultimo mese. Positiva sulle prospettive del titolo la maggior parte degli analisti, anche se i giudizi più recenti risalgono allo scorso gennaio, con Intesa Sanpaolo ed Equita Sim che hanno alzato il target price rispettivamente a 4,4 euro e 4,8 euro. Quanto all’analisi tecnica, secondo Teleborsa nel medio periodo si conferma la tendenza positiva di Hera.
Snam
La società di infrastrutture energetiche controllata da capitale pubblico (il maggiore azionista, con il 31,35%, è Cassa Depositi e Prestiti tramite Cdp Reti) ha chiuso il primo semestre con oltre 2 miliardi di ricavi, in crescita del 9,3%, mentre il margine operativo lordo è migliorato del 9,2% a 1,57 miliardi. Il titolo viaggia sopra i 6 euro, oltre il 20% in più rispetto a un anno fa. Generalmente positivi gli analisti, con Kepler-Cheuvreux che a metà luglio ha confermato sia il giudizio («hold») sia il target price a 6,8 euro, mentre decisamente più ottimista si è dimostrata JPMorgan, che ha migliorato sia la raccomandazione (portandola a «neutral»), sia il prezzo obiettivo (a 6,22 euro). Secondo l’analisi tecnica di Teleborsa, l’area di supporto è fissata a 6,117 euro, mentre sollecitazioni rialziste potrebbero spingere i prezzi fino a quota 6,215 dove staziona un importante livello di resistenza.
Terna
Società italiana che opera nelle reti di trasmissione dell’energia elettrica con quasi 76 mila chilometri di linee elettriche ad alta tensione. Il gruppo ha chiuso il primo semestre con ricavi, margini e investimenti in crescita. Il titolo a metà settimana valeva 10,15 euro, con una performance positiva rispetto a un anno fa di oltre il 20%. Il giudizio medio degli analisti finanziari sulle azioni è prevalentemente positivo, con raccomandazioni miste che variano tra «neutral» e «buy». L’analisi tecnica di Teleborsa indica un primo supporto in area 10,18 euro, mentre sul fronte rialzista, un livello polarizzante maggiori flussi in uscita è visto a quota 10,32 euro.
Iren
La multiutility – si occupa di energia elettrica e gas, servizi idrici e gestione dei rifiuti- è attiva principalmente nel Nord-Ovest del paese. Il titolo, quotato sul listino Ftse Mib Mid Cap, scambia in area 2,5 euro, mostrando una performance leggermente negativa (-3%) negli ultimi 12 mesi, ma in rialzo (+2,5%) nell’ultimo mese. Il parere degli analisti è positivo con la maggior parte che suggerisce una raccomandazione di acquisto. Recentemente Kepler Cheuvreux ha migliora il rating da «hold» a «buy» e incrementa il prezzo obiettivo da 2,90 a 3,00 euro.
Acea
Il gruppo è il primo operatore idrico nazionale, servendo circa 11 milioni di cittadini nel Lazio, Toscana, Umbria, Molise, Campania, Liguria, Valle d’Aosta e Sicilia. Tramite la società Acea International gestisce anche le attività idriche in alcuni paesi dell’America Latina. Quotata in Borsa nel 1999, l’azione si muove in area 21,5 euro, riportando un +8% circa rispetto a un anno fa. Il quadro tecnico, secondo Teleborsa, suscita interesse con una prima resistenza fissata in area 20,89 euro.
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