Alla fine Mps ha deciso di lanciare due offerte pubbliche di scambio (Ops) separate su Banco Bpm e su Banca Generali. Una doppia mossa, annunciata questa mattina all’indomani di una riunione fiume del consiglio di amministrazione, per sfilarsi dall’abbraccio di Intesa Sanpaolo che a inizio giugno ha offerto 30,6 miliardi di euro per comprarsi l’istituto senese. È in corso infatti una complicata e intensa partita di risiko bancario per cercare di creare operatori più grandi in grado di competere nel panorama europeo. La notizia, attesa dal mercato, non scalda più di tanto i titoli a Piazza Affari che si muovono in ordine sparso: Mps sale dello 0,14%, Intesa Sanpaolo mostra un fiacco +0,04%, mentre Banco Bpm scivola di quasi 1 punto percentuale e Banca Generali cede il 2,5% circa.
La mossa di Mps
Entrambe le offerte sono interamente in azioni per un corrispettivo di circa 25,3 miliardi per Banco Bpm e 8,72 miliardi per Banca Generali. In particolare, verranno offerte 1,567 nuove azioni Mps per ogni azione Banco Bpm e 6,958 nuove azioni Mps per ognuna di Banca Generali, con un premio del 10% rispetto al valore di quotazione del 19 agosto.
Se la doppia operazione andasse a buon fine, Mps diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a 466 miliardi, impieghi alla clientela di 245 miliardi e asset finanziari complessivi di 810 miliardi. Il gruppo che nascerà avrà un “valore di mercato pro forma di circa 80 miliardi”, ha precisato Luigi Lovaglio amministratore delegato di Mps, nel corso della conference call, precisando che la nuova bianca si piazzerà “tra le prime 10 banche europee”.
L’operazione è attesa, inoltre, generare una significativa creazione di valore attraverso circa 2,6 miliardi di sinergie, derivanti sia da efficienze di costo sia da opportunità di ricavo. Il processo comporterà oneri di integrazione complessivi stimati intorno ai 2,5 miliardi, che saranno sostenuti tra il 2027 e il 2029. La combinazione delle offerte è attesa generare una significativa crescita dell’utile per azione 2028 pari a circa l’11%, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese.
Per quanto riguarda gli sportelli, Mps vede “limitate” sovrapposizioni, ha sottolineato in conference call il direttore finanziario Andrea Maffezzoni, aggiungendo che sarà una situazione “facile da gestire”.
I prossimi passi
Il perfezionamento delle offerte è atteso entro metà febbraio 2027 ed è subordinato all’ottenimento delle varie autorizzazioni regolamentari, nonché al verificarsi delle condizioni indicate, e dall’approvazione dell’assemblea di Rocca Salimbeni, convocata per il prossimo 29 ottobre. Lovaglio ha precisato che servirà la maggioranza di due terzi dell’assemblea.
Dividendo straordinario di Mps
Sempre ieri, la banca senese ha anche proposto di distribuire un dividendo straordinario di 4 miliardi da corrispondere in parte in cassa (per 1 miliardo) e in parte in azioni Generali (per 3 miliardi). Mps ha inoltre fatto sapere che sono attese distribuzioni complessive superiori a 15 miliardi nel periodo 2026-2030 per gli azionisti.
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