Apple lancia i nuovi Mac Mini e Mac Studio, i suoi famosi computer desktop compatti a forma di parallelepipedo, lanciati per la prima volta nel 2005. I nuovi dispositivi sono costruiti con chip avanzati e migliorati nelle applicazioni di intelligenza artificiale. L’annuncio è arrivato prima del lancio dei nuovi iPhone 18, a dimostrazione di quanto prodotti di questo tipo stiano diventando sempre più centrali in un momento di massiccio utilizzo dell’intelligenza artificiale.
I nuovi chip, utilizzati sia per i nuovi iPhone sia per i Mac, integrano componenti chiamati “neural engine“, tipo di componentistica altamente specializzata e dedicata esclusivamente all’esecuzione di calcoli di intelligenza artificiale e machine learning, molto diverso dalle classiche CPU e GPU, progettate con una funzione generalista. I nuovi chip, cioè, consentono agli sviluppatori di perfezionare i propri modelli di intelligenza artificiale in locale, direttamente sul proprio Mac. Qui sta il cuore del nuovo lancio di Cupertino: più il chip “neural engine” è potente, più modelli di IA possono girare in locale, sul dispositivo dell’utente, senza dover passare dal cloud. Questo ha degli enormi vantaggi in termini di sicurezza, dal momento che i dati utilizzati non escono dal dispositivo, di velocità, dal momento che non c’è alcun bisogno di una connessione a un server remoto e di costi, dal momento che l’utente non ha spese di calcolo cloud.
Il Mac Mini ora può essere configurato con due nuovi chip, l’M6 e l’M5 Pro. È il primo computer Apple con un chip di generazione M6, prodotto con un processo a 2 nanometri da Taiwan Semiconductor Manufacturing.
I nuovi computer sono già preordinabili dall’Italia e il prezzo parte da 1.079 euro per la versione con M6. La versione Pro, con M5 Pro, parte da 2.029 euro.
I nuovi Mac Mini saranno il primo prodotto annunciato sotto la gestione di John Ternus (che prenderà formalmente il timone del colosso dal 1 di settembre), subentrato alla guida della mela morsicata dopo 15 anni di gestione Cook. Non stupisce che il nuovo focus dell’azienda siano dispositivi in grado di gestire e sfruttare al massimo i nuovi strumenti di intelligenza artificiale. Secondo l’analista di BofA Mohan, in una nota ai clienti riportata dalla stampa, il nuovo corso di Cupertino vedrà i dispositivi trasformarsi in macchine di produttività grazie all’intelligenza artificiale, mantenendo un giudizio “Buy” sul titolo e un target price a 380 dollari da 330. Secondo lui, infatti, l’azienda potrebbe diventare uno dei protagonisti della nuova era dell’IA agentica.
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