Nuova mossa nel risiko bancario: Intesa Sanpaolo ha presentato alla Consob «osservazioni e considerazioni riguardanti criticità emerse da operazioni annunciate dopo il lancio dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena», come hanno riportato fonti vicine al dossier. «L’iniziativa è finalizzata a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare in particolare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento tra l’altro alla cosiddetta passivity rule».
Le operazioni in questione sono due: le offerte pubbliche di scambio lanciate da Mps su Banco Bpm, la quarta banca italiana, e su Banca Generali nel tentativo di creare un polo aggregato da 80 miliardi di capitalizzazione.
Sul fronte Generali, domani il cda del Leone farà una prima valutazione dell’offerta del Monte su Banca Generali.
Lovaglio difende la sua operazione
In una lettera al Financial Times per rispondere a un articolo pubblicato il 22 agosto sulla Column Lex del quotidiano, l’ad di Mps Luigi Lovaglio ha difeso la sua operazione, dicendo che il piano di Mps “viene travisato”, non essendo “un’integrazione a quattro”, con “la fusione con Mediobanca già in corso” e “con il relativo quadro di integrazione già incorporato nel nostro piano aziendale”. “Considerarla come una nuova operazione sovrastima notevolmente sia ciò che resta da fare, sia il rischio complessivo di esecuzione”, sottolinea l’ad, per il quale “Banco Bpm e Banca Generali non sono imprese equivalenti, e quindi non dovrebbero essere considerate come un’unica sfida di integrazione”. “Il nostro progetto industriale è molto più di una manovra difensiva che Lex, in modo alquanto sorprendente, definisce ‘stravagante'”, aggiunge Lovaglio, secondo cui invece “riflette una forte visione di crescita per servire al meglio le famiglie e le imprese, e l’economia italiana nel suo complesso”.
Giani: Nessuno spezzatino di Mps
“L’incontro con il ministro Giorgetti mi ha dato conferma di una percezione che io avverto da qualche giorno” ovvero “che sempre più ci si rende conto che l’integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua capacità di poter essere un soggetto con quell’identità che si porta dietro dal 1472, non è più un valore solo per i cittadini di Siena e della Toscana, ma sempre più ci si rende conto che è interesse nazionale. Anche perché il Monte dei Paschi di Siena è l’unica vera banca di una certa consistenza che opera nel centro Italia”. Queste le parole del presidente della Toscana Eugenio Giani che a margine di una conferenza stampa a Firenze è tornato sull’incontro di ieri a Roma con il ministro dell’Economia e Finanze. Il governatore ha espresso soddisfazione perché “l’interesse nazionale a non smembrarlo, a non fare lo spezzatino delle filiali fra quello e quell’altro soggetto bancario, sta emergendo” e “il fatto che queste cose le abbia ieri condivise il ministro Giorgetti, indubbiamente mi dà la percezione che noi dobbiamo insistere su questa strada”. L’attività bancaria, ha concluso poi Giani, “è una attività al servizio dei cittadini, delle imprese, soprattutto delle piccole e medie. E quando trovi un soggetto come il Monte dei Paschi, lo devi, in nome dell’interesse generale, salvaguardare”.
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