Al Forum Ambrosetti di Cernobbio tiene banco il Risiko bancario con l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Operazione che da settimane – dopo un’intervista di Milano Finanza a Giorgia Meloni in cui la presidente del Consiglio si auspicava che il Monte mantenesse la propria identità per non perdere il proprio marchio e il legame con il territorio – scalda gli animi degli enti locali toscani sul futuro delll’autonomia storica dell’istituto senese.
Le parole di Gros-Pietro
Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, da Villa d’Este ha rassicurato gli enti locali toscani sui timori che l’Opas di Ca’ de Sass possa far perdere ad Mps autonomia, marchio e sede: “Non succede questo. Se guardiamo alla nostra storia recente, e andiamo a vedere l’atteggiamento degli azionisti che erano soci di banche esterne al gruppo, adesso sono tutti contentissimi” di far parte di Intesa Sanpaolo, sottolinea Gros-Pietro. I soci entrati in questi anni nel capitale del gruppo “hanno dividendi migliori e soprattutto hanno una visione molto più positiva del loro futuro”. Le preoccupazioni su un possibile smembramento della banca a seguito dell’operazione di Intesa Sanpaolo si riflettono nel documento sottoscritto dai capigruppo del Consiglio comunale straordinario della città di Siena del 2 settembre. La mozione impegna la giunta a mantenersi unita nel chiedere al Governo che il marchio del Monte venga preservato, così come la sede, i posti di lavoro e le funzioni direzionali e operative.
L’assemblea Intesa del 10 settembre
Guardando all’imminente appuntamento societario, il Gros- Pietro ha aggiunto: “All’assemblea del 10 settembre di Intesa Sanpaolo chiamata a dare il via libera all’aumento al servizio dell’opa su Mps prevedo un largo appoggio dei nostri azionisti, Anche i proxy advisor hanno dato il loro parere positivo”. Ci saranno “riflessi positivi”, quelli “che abbiamo visto nelle precedenti aggregazioni. Parliamo dell’ultima, quella su Ubi, gli azionisti di Ubi sono contentissimi di essere entrati nel nostro gruppo, ma anche i dipendenti di Ubi e anche i loro più alti dirigenti che hanno trovato posti nella nuova struttura”.
La politica
Sul tema si è espresso anche il ministro degli Esteri e Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani: “Io sono da sempre per il libero mercato: il mercato è sovrano. Meno la politica e i partiti interferiscono nelle vicende bancarie e nella vita del mercato, meglio è. Non servono le ‘banche dei partiti’ o una banca di area politica. Il compito delle istituzioni è dare regole chiare e vigilare che vengano rispettate, non fare gli arbitri o scegliere i vincitori nel risiko bancario”.
Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, incalzato dai giornalisti, si è espresso sulle banche, rivendicando il percorso di risanamento compiuto dalla banca senese negli ultimi anni.
“Durante questo mandato di governo, quello che era considerato uno scandalo internazionale, la fine ingloriosa della più antica banca del mondo. Ora è diventata una banca efficiente, capace di fornire servizi, di competere a livello nazionale e quindi appetibile per tanti. Pensate un po’: quello che era un problema, grazie all’azione di questo governo è diventato una grande opportunità. Dobbiamo tutelarla e mantenerne l’integrità. È un nome finalmente riscattato”. “Quello che era un nome compromesso dagli scandali oggi è orgoglio del Paese, è stato salvaguardato e oggi può acquisire o essere acquisito. Stiamo lavorando per realizzare dei campioni europei, per quanto possibile a matrice o a guida italiana: nel campo dei droni, del digitale, dell’energia, delle telecomunicazioni e ovviamente anche nel campo bancario e assicurativo”, ha spiegato.
Extraprofitti
Sempre sul tema banche, a proposito della tassazione degli extraprofitti bancari “si parla sia di tassazione sia di accordi” ha detto Gros-Pietro. “Intesa Sanpaolo ne ha “già fatti più di uno in questa direzione”. Un grande operatore finanziario, ha detto il presidente del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ” deve mostrarsi sensibile ai bisogni esterni” , richiamando tuttavia la necessaria reciprocità tra sistema creditizio e tessuto economico nazionale. “Se il Paese non va bene non vanno bene neanche le
banche, ma vale anche il contrario”, ha spiegato. “Se le banche sono troppo indebolite al Paese poi
viene a mancare un sostegno propulsivo importante”.
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