“L’Opas di Intesa in tandem con Unipol su Mps è un’operazione strutturata, importante e intelligente, mentre la contromossa del Monte è difensiva, meno strutturata: vedremo il mercato, ma solo una ha la possibilità di andare in porto”. Con queste parole il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, apre la discussione al Forum Ambrosetti di Cernobbio, dove il risiko bancario è diventato l’argomento centrale a seguito dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. “Mi sembra che almeno una delle due operazioni – ha aggiunto Freni – sia strutturata per risolvere in anticipo i temi antitrust sulle concentrazioni, perché il fatto che Unipol possa partecipare alla seconda fase dell’operazione insieme, per il tramite di Bper creando un altro soggetto, risolve in via preventiva un tema di concentrazione che andrebbe risolto, perché ovviamente Intesa non potrebbe avere tutti gli sportelli”.
Il Tesoro intanto ribadisce la neutralità sull’operazione. E sulla partecipazione del 4,86% che il ministero dell’Economia mantiene nel Monte dei Paschi Freni ha spiegato che “La quota di Mps del Mef è una quota che abbiamo dismesso nei limiti in cui la Commissione europea ci obbligava a dismettere”. E conclude: “Non abbiamo mai influenzato l’andamento della banca. Prova ne è il fatto che non abbiamo partecipato alla scorsa assemblea e così continueremo”. E sull’ipotesi della dismissione della quota, il sottosegretario ha aggiunto: “Dismetteremo la partecipazione residua in Monte dei Paschi nel momento di maggior convenienza per il Mef e quindi di maggior convenienza per i cittadini“.
L’operazione scalda da settimane gli animi degli enti locali toscani, preoccupati per l’autonomia storica dell’istituto senese. Le inquietudini sono culminate a seguito di un’intervista rilasciata a Milano Finanza dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aveva auspicato il mantenimento dell’identità del Monte, del suo marchio e del legame con il territorio. Tali preoccupazioni sono state messe nero su bianco nel documento approvato il 2 settembre dal Consiglio comunale straordinario di Siena, che impegna la giunta a fare fronte comune verso il Governo per tutelare marchio, sede legale, livelli occupazionali e funzioni direzionali.
Da Villa d’Este ieri sono arrivate le rassicurazioni del presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, che ha smentito il rischio di uno smembramento: “Non succede questo. Se guardiamo alla nostra storia recente e all’atteggiamento degli azionisti di banche esterne entrate nel gruppo, adesso sono tutti contentissimi: hanno dividendi migliori e una visione molto più positiva del futuro”. Mentre il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha ribadito la linea del libero mercato: “Il mercato è sovrano. Meno la politica e i partiti interferiscono nelle vicende bancarie, meglio è. Non servono le “banche dei partiti: il compito delle istituzioni è dare regole chiare e vigilare, non scegliere i vincitori nel risiko”.
La prossima assemblea dei soci di Mps è convocata il 29 ottobre.
Leggi anche
© Riproduzione riservata