E’ record storico per il risparmio gestito in Italia. Secondo i dati diffusi recentemente da Assogestioni, nella prima metà del 2026 il patrimonio complessivo del sistema ha toccato infatti quota 2.722 miliardi di euro, rispetto ai 2.575 miliardi di fine marzo, grazie soprattutto all’andamento particolarmente positivo dei fondi aperti. Si tratta di un risultato di tutto rilievo, tenuto conto anche della stagionalità (il periodo estivo non è dei più favorevoli anche per questo tipo di attività). La raccolta netta relativa al secondo trimestre, stando alla mappa trimestrale diffusa dalla stessa Assogestioni, ha registrato un saldo positivo di quasi 11 miliardi di euro. Tutte le principali società del settore presentano performance importanti sia per quanto riguarda la raccolta, sia relativamente ai risultati economici.
Banca Mediolanum
La società ha pubblicato i dati di raccolta relativi allo scorso agosto, evidenziando un mese positivo nel risparmio gestito dopo il record di luglio. La raccolta ha raggiunto 1,09 miliardi di euro, il miglior agosto di sempre per il gruppo, portando il totale della raccolta gestita da inizio anno a 6,56 miliardi, +8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La raccolta netta totale si è attestata a 678 milioni di euro, penalizzata da deflussi nelle attività amministrate, come spiega un comunicato della società, ma il mix è chiaramente positivo e indica una forte rotazione da liquidità verso prodotti di investimento a maggiore marginalità.
Nel complesso, i dati rafforzano significativamente le prospettive di raggiungere il target 2026 di raccolta pari a circa 9 miliardi di euro.
Il titolo veniva scambiato a metà seduta di mercoledì 9 settembre a 23,28 euro, in leggero calo rispetto a un mese fa, ma in netto rialzo negli ultimi sei mesi e nell’ultimo anno, con performance rispettivamente pari al 37 e al 36%. In miglioramento il più recente giudizio da parte degli analisti, con Morgan Stanley che il 3 settembre scorso ha alzato la propria raccomandazione a «equalweight» e ritoccato al rialzo il target price, fissato a 26 euro. I maggiori azionisti di Banca Mediolanum sono i componenti della famiglia Doris, eredi del fondatore Ennio Doris, deceduto nel 2021, con il 40,21% del capitale. Segue la Fininvest (30,03%), mentre il resto delle azioni (28,93%) è rappresentato dal flottante sul mercato e da un piccolo pacchetto di azioni proprie (0,83%).
Banca Generali
Banca privata con una rete di 2.353 consulenti finanziari e private banker particolarmente apprezzati per la loro esperienza e professionalità. Il controllo della società fa capo alle Assicurazioni Generali, che detengono il 50,17% del capitale tramite società controllate, da Generali Italia a Generali Vie, da Genertellife ad Alleanza Assicurazioni. In agosto la raccolta netta è ammontata a 602 milioni di euro, con la raccolta cumulata da inizio anno che ha raggiunto i 5,7 miliardi (+43% anno su anno), raggiungendo il miglior risultato di sempre non solo per il mese di agosto ma anche per i primi otto mesi dell’anno. Il titolo segna una performance leggermente negativa (-1,87%) nell’ultimo mese ma abbondantemente positiva sia nell’ultimo semestre (+27,8%) sia rispetto a un anno fa (+33,7%). Lo scorso 4 agosto Jefferies aveva confermato sia la raccomandazione «buy» sia il target price, fissato a 75 euro.
Anima Holding
È una delle principali società operanti in Italia nel settore della gestione del risparmio. La società è controllata dal gruppo Banco Bpm, che detiene una quota vicina al 90% del capitale sociale, acquisita in seguito dell’Opa portata a termine lo scorso anno. La raccolta netta nel mese di agosto (escluse le deleghe assicurative Ramo I) è stata positiva per 617 milioni di euro. Il totale delle masse gestite, includendo il risparmio amministrato, risulta pari a 209 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto al dato rilevato lo stesso mese dello scorso anno (208,3 miliardi).
Quanto ai giudizi degli analisti sul titolo, il più recente risale al 4 agosto scorso ed è quello espresso da Equita, che ha confermato la raccomandazione «hold» (mantenere in portafoglio) alzando nel contempo il target price a 7,8 euro. Il prezzo obiettivo medio indicato dagli analisti si attesta invece su un livello di poco inferiore, intorno a 7-7,2 euro.
Azimut
A giugno il gruppo ha registrato una raccolta netta totale di 508 milioni di euro, di cui 898 milioni provenienti da soluzioni gestite. Nel corso dei primi sei mesi del 2026, la raccolta netta complessiva ha raggiunto quota 8,1 miliardi. A fine giugno 2026, il totale delle masse gestite e amministrate ha toccato i 157,9 miliardi di euro, segnando una crescita del 12,1% dall’inizio dell’anno. I principali azionisti di Azimut Holding sono Timone Fiduciaria (patto di sindacato che riunisce oltre 2 mila tra consulenti finanziari, gestori, dipendenti ed esponenti del management) con circa il 20,9-21,2% del capitale e il fondo Helikon Investments Limited che invece è titolare di circa il 5,8%, mentre il flottante sul mercato è pari a circa il 66% del capitale. Lo scorso 3 settembre gli analisti di Deutsche Bank hanno migliorato la propria raccomandazione portandola a «buy», comprare) e alzato a 46 euro il target price. In precedenza (3 agosto) si era espressa Intesa Sanpaolo con obiettivo di prezzo di 40,7 euro.
Fineco
La raccolta netta di Fineco nel mese di giugno 2026 ha raggiunto 1,45 miliardi di euro, con un aumento del 71% rispetto agli 0,85 miliardi di giugno 2025. La componente gestita ammonta a 666 milioni di euro (di cui 272 milioni tramite Fineco Asset Management).
Il principale azionista di Fineco è la società statunitense di gestione degli investimenti BlackRock, che detiene una quota del 9,201% ma non esercita il controllo sulla società, che è dunque a tutti gli effetti una public company indipendente, dopo la totale uscita dal capitale da parte dell’ex controllante Unicredit. La stragrande maggioranza del capitale sociale è flottante sul mercato e le singole quote più rilevanti fanno capo a grandi investitori istituzionali internazionali. Il titolo, quotato a Piazza Affari, valeva a metà settimana (tarda mattinata di mercoledì 9 settembre) poco più di 22,8 euro per azione, in calo dell’1 per cento circa rispetto alla quotazione della vigilia.
Lo scorso 3 settembre Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione «hold» (mantenere in portafoglio), migliorando però l’obiettivo di prezzo, portato a 23,4 euro. Le previsioni di medio termine sono generalmente positive, con le stime degli analisti che variano da un minimo di circa 20,70 euro per azione a un massimo posto a 29 euro.
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