«L’arte e la bellezza non appartengono a un singolo, ma sono un dono per l’umanità». Sarà stata forse la celebre frase di Lorenzo de’ Medici, che per Firenze nutriva un amore smisurato, a ispirare il segretario generale Bruno Botticelli nell’idea di portare la sua Biennale degli antiquari fuori dall’enclave dorata di Palazzo Corsini. E allora è la città intera a mettersi in ghingheri per quella che per la prima volta diventerà una vera e propria “week”, sul modello delle grandi fiere come Art Basel o il Salone del Mobile.
«Biaf è un’autentica festa dell’arte italiana, la bellezza di Palazzo Corsini e della città di Firenze la renderanno più di una fiera, un’esperienza culturale immersiva», sottolinea Botticelli. La biennale, che il 26 settembre inaugurerà la sua 34° edizione con la presenza di 80 tra i maggiori mercanti d’arte italiana, sarà dunque l’epicentro di un evento diffuso che coinvolgerà musei e gallerie private in tutta la città. Già Palazzo Corsini, sede della manifestazione, vedrà tra i protagonisti un raro disegno di Michelangelo, il primo studio per la facciata della Basilica di San Lorenzo, proveniente da Casa Buonarroti, un’opera che torna al centro dell’attenzione dopo un importante percorso di indagine e conservazione condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. A Palazzo Corsini sarà inoltre esposto l’Apollo del Belvedere, bronzo rinascimentale di Pier Jacopo Alari Bonacolsi, proveniente dalla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia.
I visitatori potranno poi beneficiare di accordi e agevolazioni con i Musei Civici, Casa Buonarroti e Palazzo Strozzi, dove dal 26 settembre sarà visitabile una grande mostra dedicata al tema del frammento nella storia della scultura dall’archeologia all’arte di oggi. Particolarmente ricco sarà il calendario del 28 settembre, con la presentazione al Museo di San Marco di due maioliche medicee recentemente donate e un appuntamento di living history al Museo Stefano Bardini. Tra le inaugurazioni più attese figurano la personale di Victor Man al Museo Novecento e la mostra sulle incisioni di Dürer e Parmigianino a Palazzo Medici Riccardi.
Venendo alle gallerie, tra le presenze più attese in fiera c’è Matteo Salamon, che propone un importante Canaletto, Il Canal Grande verso sud-est, dal Palazzo Pesaro al Fondaco dei Tedeschi, dipinto nel 1744. La tela, recentemente riemersa e finora poco nota, è una nuova acquisizione al catalogo del grande vedutista veneziano ed è proposta nell’ordine di 1,5-2 milioni di euro. Dalla stessa galleria arriva anche una Madonna col Bambino di Bernardino Luini, stimata circa 350 mila euro.
Una delle proposte più preziose sul versante delle arti decorative è quella di Brun Fine Art, che attraversa quattro secoli, dal Rinascimento al Settecento. Spicca uno stipo trapanese della seconda metà del Seicento accompagnato dal relativo tavolo: un complesso valutato circa 450 mila euro. Il Novecento è invece al centro della proposta della Galleria d’Arte Frediano Farsetti. Quattro opere scandiscono il percorso attraverso Alberto Savinio, Gino Severini e Giorgio de Chirico. Antonacci Lapiccirella Fine Art porta a Firenze un vero pezzo da riscoprire: Ritmi di Attilio Selva, del 1913, unico esemplare noto e opera esposta alla Terza Mostra della Secessione Romana del 1915.
Ampio e cronologicamente articolato è il percorso proposto da Maurizio Nobile Fine Art, che parte dal Seicento per arrivare al Novecento. Tra i protagonisti figurano Bartolomeo Mendozzi, Francesco Furini e Pietro Paolini. La grande pittura emiliana è protagonista nello stand di Fondantico di Tiziana Sassoli. Il percorso comprende una tavola giovanile di Lorenzo Costa, databile intorno al 1485. Segue il Mercurio che consegna la mela d’oro a Paride di Lorenzo Sabatini, del 1567. Particolarmente interessante è la Fuga in Egitto del Guercino, databile intorno al 1615 e proposta a partire da circa 500 mila euro.
La storia dell’arte europea trova un altro punto di forza nella proposta di Longari Arte Milano, con un dipinto gotico di Lorenzo da Venezia, caratterizzato da una rara iconografia di Cristo che allude al proprio destino, una scultura di profeta riconducibile alla cerchia di Alonso González de Berruguete, e un Bambino legato alla tradizione scultorea di Andrea della Robbia. Sul fronte delle arti tessili, Mirco Cattai Gallery accende i riflettori sui celebri tappeti Uşak Lotto, tra i più riconoscibili manufatti orientali raffigurati nella pittura europea del Cinquecento e del Seicento.
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