Con il carovita che continua a pesare sui bilanci familiari, il welfare aziendale si conferma per gli italiani un alleato prezioso. È quanto emerge dall’Osservatorio “Gli italiani e il welfare aziendale”, realizzato da SWG per Satispay, secondo cui per il 78% dei lavoratori italiani è fondamentale o importante che l’azienda lo offra.
Si tratta infatti di uno strumento percepito in primo luogo come leva di sostegno economico, sia nel quotidiano, con il 77% che concorda che aiuta a combattere il carovita nelle spese di tutti i giorni; che per il futuro, con il 73% che lo considera uno strumento capace di alleggerire le spese correnti e lasciare più margine per risparmiare e investire nel futuro.
La «triade» più diffusa di welfare è costituita da buoni pasto (52%), sanità integrativa (48%) e fringe benefit (42%), ovvero tutti quei benefici non monetari come auto aziendale, carte regalo e buoni benzina.
I italiano su 2 lo preferisce al premio di produzione
E batterebbe anche il premio di produzione. Tant’è che 1 dipendente su 2 preferirebbe ricevere anche il premio di produzione in crediti welfare riconoscendone il maggior valore spendibile rispetto all’aumento lordo in busta paga. Sul fronte della retribuzione, infatti 3 italiani su 4 dichiarano che percepirebbe un maggior risparmio con 200 euro in welfare rispetto allo stesso importo tassato in busta paga.
Rimane però il nodo della capillarità. Il 37% infatti vorrebbe una rete di esercenti convenzionati più ampia e diffusa sul territorio per utilizzarli di più. Semplicità di utilizzo e una vasta rete di accettazione emergono così come le due leve principali su cui si gioca l’efficacia reale del beneficio per i lavoratori e le aziende su grande scala.
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