Tutto pronto per il debutto tra le grandi di Piazza Affari di una nuova stella del firmamento IA. Mentre è ancora forte l’eco degli allarmi sui pericoli legati agli sviluppi troppo veloci dell’intelligenza artificiale, con i numeri uno di Anthropic e OpenAI concordi nel togliere il piede dall’acceleratore, una new entry legata a doppio filo a tale mondo fa il suo ingresso tra le 40 protagoniste del Ftse Mib. Si tratta di Technoprobe, che con le sue probe card – utilizzate per testare i semiconduttori mentre sono ancora in fase di produzione – è stato per molti mesi il titolo più cavalcato dagli investitori in cerca della Nvidia tricolore.
Rispetto a 12 mesi fa il titolo della società di Cernusco Lombardone ha più che quadruplicato il proprio valore arrivando a valere più di titoli storici del listino milanese quali Moncler, Campari e Pirelli. Come anticipato da Moneta lo scorso aprile, era solo questione di tempo l’approdo di Technoprobe tra le grandi del listino alla luce della capitalizzazione monstre raggiunta.
Il debutto sul Ftse Mib avverrà oggi prendendo il posto di Diasorin, aumentando così a tre – dopo StMicroelectronics e Prysmian – la pattuglia dei titoli tecnologici che vedono la domanda per l’intelligenza artificiale come un essenziale fattore di traino per il loro business.
Crescita
Il prepotente rally in Borsa di Technoprobe è accompagnato da numeri in forte crescita. La società guidata da Stefano Felici si attende di sfondare il muro del miliardo di euro di ricavi per quest’anno con revisione al rialzo della guidance apportata a metà anno dopo aver riportato ricavi per oltre 464 milioni di euro (+42,4%) nel primo semestre, accompagnati da un ebitda margin del 49% e utile netto più che quadruplicato a 143,1 milioni di euro. Per l’intero 2026, come detto, l’obiettivo adesso è arrivare a vendite per 1,05-1,1 miliardi. Nel frattempo, la società brianzola si muove con decisione fuori dai confini nazionali rafforzando la presenta in Cina attraverso una joint venture con un partner locale. “Una presenza rafforzata sul mercato cinese nel medio termine potrebbe rappresentare un’opportunità per Technoprobe”, rimarcano gli esperti di Banca Akros che hanno raccomandazione buy sul titolo con prezzo obiettivo posto a 40 euro. Target ancora più ambizioso quello indicato dagli esperti di Bank of America che hanno un prezzo obiettivo di 44 euro e vedono la società italiana mantenere una posizione di leadership nella fornitura di schede probe per Gpu di Nvidia grazie al suo vantaggio tecnologico e che aumenti i suoi ricavi man mano che la complessità dei test sui chip aumenterà. Secondo gli esperti della banca d’affari americana la domanda probabilmente continuerà a superare l’offerta, quindi Technoprobe sarà chiamata ad accelerare ulteriormente i piani di espansione della capacità produttiva degli impianti per supportare la futura domanda da parte dei clienti.
Fondata nel 1996 da Giuseppe Crippa – venuto a mancare poco più di un anno fa – Technoprobe con il tempo si è evoluta e ampliata fino a diventare una multinazionale con sedi di ricerca e produzione distribuite in Italia, negli Stati Uniti, in Asia e in Europa. L’azienda, che ha proprio in Norda America (46% dei ricavi) e Asia (43%) i suoi mercati più fiorenti, produce internamente tutti i componenti critici per la propria attività e vanta una forte componente di ricerca e sviluppo con oltre 600 brevetti.
Al servizio dei giganti
La base clienti di Technoprobe risulta concentrata su un numero esiguo di clienti, ma tutti di grande spessore. I primi quattro clienti da soli rappresentano circa la metà del suo fatturato. Tra questi spicca il colosso Tsmc, che gli analisti stimano conti per il 50/60% del fatturato diretto e indiretto della società delle probe card. E proprio la forte domanda da parte del colosso taiwanese, numero uno al mondo nella produzione di chip, rappresenta un forte sostegno agli investimenti in soluzioni di testing avanzato, conferma la necessità di aumentare la capacità produttiva di Technoprobe in modo significativo.
Il gruppo si è già mosso stanziando oltre 200 milioni di euro da impegnare entro il primo trimestre del prossimo anno al fine di incrementare la capacità produttiva e avviare un nuovo stabilimento. E di pari passo aumenta anche la dimensione della forza lavoro con fino a 300 nuove assunzioni legate ai nuovi impianti e che si aggiungeranno ai circa 3.300 dipendenti del gruppo, di cui quasi 1.900 in Italia.
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