Dieci anni dopo il ritorno a Piazza Affari, Italgas riparte da un piano di investimenti da 13 miliardi di euro e da una dimensione industriale che l’ha portata al primo posto in Europa nella distribuzione del gas. Il gruppo ha celebrato a Palazzo Mezzanotte l’anniversario della quotazione, presentando anche una nuova identità visiva che accompagna l’espansione nelle reti idriche, nell’efficienza energetica e nelle tecnologie digitali.
Bilancio positivo
Il bilancio del decennio in Borsa è di segno più. Dal primo prezzo di 4,062 euro, nel novembre 2016, il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore, mentre la capitalizzazione è passata da poco più di 3 a oltre 9 miliardi di euro. Nel frattempo, agli azionisti sono stati distribuiti circa 2,5 miliardi di dividendi. Secondo i dati presentati dalla società, chi ha investito al momento del ritorno sul listino ha visto il proprio investimento quasi quadruplicare.
“Dieci anni fa gli investitori hanno valutato una promessa. Oggi possiamo dire di averla mantenuta”, ha sottolineato il presidente Paolo Ciocca, collegando il rendimento per i soci al ruolo delle infrastrutture nello sviluppo economico. “Chi investe nelle nostre reti sostiene la competitività del Paese e rafforza la creazione di valore per i nostri azionisti”. Due obiettivi che, ha aggiunto, nel percorso del gruppo hanno sempre camminato insieme.
Il digitale
Alla base della trasformazione, secondo l’ad Paolo Gallo, c’è soprattutto la scelta di puntare sul digitale come motore dello sviluppo industriale. Una strategia che ha consentito di integrare le acquisizioni in un modello comune e di ampliare il perimetro delle attività. “È così che abbiamo creato una piattaforma capace di accogliere nuove tecnologie, nuovi gas, nuovi business e nuovi mercati”, ha spiegato Gallo. Da questa piattaforma, ora potenziata dall’intelligenza artificiale generativa, parte il percorso dei prossimi dieci anni, dove l’Ai farà la differenza.
L’espansione in Grecia
Le reti del gruppo servono oggi circa 13 milioni di clienti tra Italia e Grecia. A tracciare la crescita futura è il piano strategico 2026-2032, che prevede 13 miliardi di investimenti, quasi il 15% in più rispetto al precedente. Al termine del periodo, Italgas punta a una Rab, il valore degli asset riconosciuto ai fini regolatori, di 21,7 miliardi di euro e a un margine operativo lordo di 3,3 miliardi, con una crescita media annua dell’utile per azione superiore al 9%.
Le direttrici di sviluppo comprendono le gare d’ambito per la distribuzione del gas, il biometano e i nuovi gas, insieme all’impiego dell’intelligenza artificiale, già utilizzata nella gestione delle reti, nei processi aziendali e nel rapporto con gli utenti finali.
Il Portogallo
Un altro tassello è l’espansione internazionale. In Grecia il piano prevede investimenti per un miliardo di euro attraverso Enaon. In Portogallo, invece, a inizio ottobre Italgas ha firmato un accordo vincolante per acquisire il 22,5% di Floene, il principale distributore di gas del Paese, con circa 14mila chilometri di rete e 1,1 milioni di clienti. Il dossier sarà concretizzato nei primi mesi del 2027.
Il nuovo marchio
A rappresentare questa evoluzione arriva anche il nuovo marchio. Il nome Italgas resta, mentre il simbolo supera la tradizionale fiamma e riunisce tre elementi blu, verde e giallo, che richiamano foglie, gocce, fiamme e flussi. Il logotipo passa ai caratteri minuscoli e il simbolo diventa il segno comune delle società del gruppo, a partire da Italgas Reti. Un cambiamento che accompagna l’ampliamento delle attività, mantenendo il legame con una storia iniziata a Torino nel 1837 e destinata a raggiungere, il prossimo anno, il traguardo dei 190 anni.
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