Sono passati 23 anni: la mattina del 28 settembre 2003 più di 56 milioni di italiani si sono svegliati con la spina staccata. Tutto fermo a causa di un guasto alla linea di alta tensione in Svizzera che ha un effetto domino. Trasporti, ospedali, acquedotti: una nazione in crisi, con l’era della tecnologia non ancora iniziata. Figuriamoci succedesse oggi.
Bisogna prevenire: la crisi energetica, gli attacchi cibernetici, i distacchi per un uso smodato dei nostri dispositivi, fanno diventare indispensabili le power station. Versioni domestiche dei gruppi di continuità industriali pieni di prese per tutti i gusti che ci consentono di sopravvivere in attesa che ritorni la corrente. Solo questa estate, con i condizionatori sempre accessi, si sono registrati picchi di consumo e blackout in diverse città, con il record di Torino (oltre 20 episodi in pochi giorni). Dobbiamo attrezzarci, ecco come.
Le power station, si diceva: lavorano in tre fasi: accumulo, conversione ed erogazione. L’energia viene immagazzinata in batterie al litio che si ricaricano dalla presa di casa, da pannelli solari, dall’auto o da un generatore.
I vantaggi rispetto al classico generatore sono la silenziosità, la mancanza di emissioni nocive, la dotazione di sistemi di protezione. La loro durata dipende da capacità e potenza: possono gestire laptop, smartphone, luci LED e piccoli elettrodomestici, ma anche interi set di illuminazione. E garantiscono continuità operativa anche per ore. Tra i modelli d’esempio c’è il Solix S2000 di Anker che ha una capacità di 2000 Wh e può caricare fino a 7 prodotti diversi grazie a porte Usb e Dc. Pesa 16 kg ed è trasportabile (anche in camper), e può generare fino a un giorno di energia. Stessa cosa per la Ecoflow Delta Pro 3, che però è un peso massimo da 51 kg (ha maniglia e rotelle per il traporto) ed è espandibile con batterie aggiuntive fino a 12 Kw. Praticamente una mini centrale elettrica, gestibile via app. Non è però necessario avere solo strumenti pesanti per le prime necessità.
Tra le varie possibilità, SBS offre una stazione di ricarica con 6 ingressi di soli 400 grammi con una potenza di 150 Watt: perfetta per dispositivi mobili, computer, lampade, ed anche per piccoli elettrodomestici o attrezzi come avvitatori e trapani. LA DJI Power 1000 ha invece come caratteristiche due porte di ricarica rapida da 140 watt con una potenza massima di 4000 Watt: il che vuol dire poter ricaricare lo smartphone almeno 57 volte o tenere un frigo da campeggio di emergenza acceso per 19 ore. Esistono infine anche dispositivi per risolvere problemi mirati.
Tra i tanti il Bluetti Fridge Power è uno dei più moderni: è una carica portatile studiata, anche nello spessore (75 mm), per i frigoriferi. Mantiene fresco il cibo e, grazie a un’app, prevede perfino l’arrivo di perturbazioni che possano provocare sbalzi di corrente, dando un backup fino a 80 minuti. E se poi si vogliono soluzioni ancora più semplici, ecco i caricatori compatti dotati di prese Shuko e batteria interna (un nome: Alpha Elettronica): si applicano alle prese normali di casa e intervengono appena la corrente va via. E soprattutto l’indispensabile connessione wifi, che per qualcuno oggi vale più di una luce.
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