Scacco matto. Nel gioco, come negli affari, ogni mossa è vincente solo quando anticipa le intenzioni altrui. Allo stesso modo, il collezionismo d’alta fascia può diventare una partita nella quale la mossa finale è appannaggio di chi ha prontezza e lungimiranza, soprattutto se riguarda il re dei giochi da tavolo. Per una nicchia di super appassionati del genere, i set da scacchi sono un vero e proprio feticcio declinabile in versioni tanto pregiate quanto costose. In questi casi, il valore d’acquisto combina la componente estetica a quella economica, elevando l’oggetto allo status di pezzo da investimento.
Chi sceglie di sedersi al tavolo delle compravendite non può giocare troppo d’arrocco. La mossa obbligata è infatti quella di aprire con avvedutezza il portafoglio. La soglia d’ingresso per questo segmento del collezionismo si attesta attorno agli 800 euro, cifra necessaria per assicurarsi lavorazioni in ebano macassar o bosso tinto, con pedine intagliate a mano. Attorno a quota 4mila euro la partita inizia a farsi seria, con esemplari di design realizzati da botteghe d’artigianato o dalle grandi maison del lusso. Hermès, ad esempio, ha trasformato le sue scacchiere in pelle e legni nobili in articoli da esposizione, mentre gli oggetti intarsiati e firmati David Linley, celebre ebanista dal sangue blu, raggiungono agevolmente i 15mila euro. Per acquistare i set in pelle e tela monogramma firmati Louis Vuitton servono invece 17mila euro o poco più.
Salendo di livello, si entra nella sfera dell’alta gioielleria, con tirature limitate in cristallo molato firmate Baccarat che oscillano agilmente tra i 20 e i 50 mila euro. All’apice si trovato i set battuti all’asta per cifre da record: è il caso del leggendario Jewel Royale, un capolavoro di oreficeria in oro 18 carati tempestato di diamanti, rubini e zaffiri, assegnato per 9,8 milioni di dollari.
A giustificare simili quotazioni concorrono innanzitutto le materie prime: legni esotici e protetti come l’ebano dal nero profondo o il palissandro vedono fanno salire i listini per effetto delle rigide restrizioni ecologiche internazionali. Nel collezionismo d’alta fascia, poi, la qualità complessiva di una serie si misura osservando in particolare il Cavallo: l’unica pedina che non si muove in linea retta richiede un intaglio manuale, che nell’estetica tradizionale prevede in genere una criniera mossa, le narici aperte e la muscolatura scolpita. Per dare forma a questi dettagli è necessaria una cesellatura che può richiedere fino a dodici ore di lavoro. I canoni a cui si attengono queste micro-sculture sono quelli dettati dal celebre modello Staunton del 1849, lanciato dalla storica manifattura inglese Jaques of London. Oggi gli esemplari di quel periodo, se perfettamente conservati, si aggirano tra 10 e 25mila euro.
Suggerimento per veri giocatori: prima di chiudere la partita, è importante esaminare il legno massello per accertarsi che non ci siano crepe dovute alla secchezza, pretendere la completezza della dotazione originaria (comprese le due Regine supplementari previste dal canone) e verificare la presenza della custodia d’epoca. Se tutti questi parametri sono soddisfatti, si può dare lo scacco. Il gioco è fatto.
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