Reti autostradali e hub aereoportuali sempre più efficienti per dare futuro e visione strategica alla mobilità. La combinazione vincente è stata tracciata e messa a fuoco al Forum Moneta in corso a Roma durante la tavola rotonda con protagonisti Arrigo Giana, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi), e Marco Troncone, Amministratore Delegato di ADR – Aeroporti di Roma.
Guidato nel confronto dalla giornalista Hora Borselli, Giana ha subito evidenziato il ruolo centrale e insostituibile che la rete autostradale ricopre in Italia per la logistica e il sistema economico-produttivo. «Lo sviluppo di questo Paese è legato allo sviluppo della rete autostradale e il futuro sarà in linea con le modalità con le quali riusciremo a rendere efficiente e sicura la rete. L’88% vuol dire che tutti gli italiani usano l’autostrada, l’85% della logistica passa dalla strada. Vuol dire che questa è il tessuto nervoso del Paese», ha detto l’ad di Aspi.
A confermare lo stretto legame tra la mobilità su gomma e il sistema produttivo è proprio l’alta concentrazione di attività manifatturiere lungo i nodi di collegamento. «Il fatto che l’80% della manifattura italiana si sviluppi nel raggio di 20 km da un’uscita autostradale dice tanto», ha rimarcato Giana, che ha poi posto l’attenzione sulla vetustà e sulla straordinaria complessità della rete autostradale italiana, due elementi che richiedono uno sforzo costante di manutenzione e ammodernamento, sorretto da importanti investimenti di Aspi.
«La nostra rete è la più vecchia d’Europa, la più complessa perché la conformazione geografica del nostro territorio la rende difficile: abbiamo il 50% dei ponti e viadotti europei. Ha un indice di complessità che è il più alto e tutto questo pone un problema di continuità della rete», ha detto Giana.
Sulle prospettive degli scali romani e sul boom del traffico aereo si è concentrato l’intervento di Troncone, che ha delineato scenari di forte espansione nei prossimi decenni: «Ci stiamo muovendo assecondando la domanda di traffico, stiamo vivendo anni di grandissimo sviluppo. Roma e l’Italia avranno un futuro di crescita enorme. Vedo un futuro di crescita sicuro, i 50 milioni di quest’anno diventeranno almeno il doppio da qui a vent’anni. Sviluppare infrastruttura crea domanda e siamo fortunati perché abbiamo una domanda naturale in arrivo. Oggi come oggi l’infrastruttura risponde bene. Abbiamo un piano di sviluppo sostenibile a lungo termine».
Per cogliere appieno questo potenziale ed evitare colli di bottiglia, Troncone ha sollecitato un adeguamento della capacità recettiva e un salto di qualità sul fronte dei collegamenti con il trasporto ferroviario. «La priorità è l’aumento capacitivo delle infrastrutture, renderlo proporzionali alla domande di traffico. Non perdere l’opportunità: oggi come oggi l’aeroporto non è un problema domani potrebbe se il sistema non si allinea».
Un altro elemento chiave, ha spiegato lo stesso Troncone, è l’integrazione: «I vari modi di trasporto devono essere messi a sistema – ha messo in chiaro – soprattutto oggi quella aerea e quella ferroviaria. Abbiamo un problema da risolvere perché c’è poca intermodalità e questo già paghiamo il prezzo».
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