Assogestioni rilancia sulla previdenza complementare con una proposta pensata per allargare la platea dei risparmiatori fin dalla nascita. La proposta, in continuità con le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, punta a garantire a ogni nuovo nato una posizione individuale presso un fondo pensione e a incentivare le famiglie ad alimentarla nel tempo. Secondo il modello delineato dall’associazione, sarebbero i genitori ad aprire la posizione presso un fondo pensione iscritto all’albo Covip, facendo leva sull’infrastruttura previdenziale già esistente. Il contributo pubblico assicurerebbe a tutti i bambini lo stesso punto di partenza, indipendentemente dalle possibilità economiche della famiglia.
Il capitale potrebbe poi crescere grazie ai versamenti dei genitori, anche di importo contenuto e commisurati alle disponibilità del nucleo familiare. Per favorire questi contributi, Assogestioni propone di introdurre un plafond aggiuntivo di deducibilità fiscale, il cui ammontare dovrebbe essere definito in sede normativa.
Le somme accumulate verrebbero investite attraverso percorsi life-cycle, con un’esposizione al rischio calibrata sull’età dell’aderente e progressivamente ridotta con il passare degli anni. In alternativa, le famiglie potrebbero scegliere i comparti del fondo pensione con una maggiore componente azionaria.
“Il Governo ha colto un’esigenza fondamentale: la sicurezza finanziaria delle nuove generazioni va costruita fin dalla nascita. Apprezziamo la scelta di portare questo tema al centro del confronto sulla manovra 2027, riconoscendo il valore dell’inclusione previdenziale”, ha rimarcato Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni. “Pur in attesa di conoscere maggiori dettagli, rispetto all’impostazione finora prospettata la nostra posizione è netta: i contributi devono confluire fin dall’origine nella previdenza complementare. È una scelta che darebbe piena coerenza all’intervento rispetto al percorso avviato dallo stesso Governo con la Legge di Bilancio 2026, che ha introdotto importanti misure per rafforzare il secondo pilastro. La nuova iniziativa può rappresentare un ulteriore passo in questa direzione, estendendo alle nuove generazioni l’opportunità di costruire un futuro previdenziale più solido e valorizzando il tempo come risorsa fondamentale. Il salto di prospettiva è proprio questo: fare della previdenza integrativa non soltanto una risposta ai bisogni di domani, ma una leva di inclusione e sviluppo per il Paese”.
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