L’onda blu si è effettivamente abbattuta sull’amministrazione Trump. I Democratici hanno conquistato il controllo totale del Congresso nelle elezioni di metà mandato, così come emergeva dai sondaggi. Uno scossone a livello politico, che però, almeno al momento, non sta travolgendo i mercati. Il dollaro sta registrando un deprezzamento generalizzato, mentre Wall Street ha aperto la seduta odierna in territorio positivo, con progressi intorno a 2 punti percentuali.
Insomma, il peso del voto di metà mandato appare inferiore rispetto a quanto suggerisce l’attenzione mediatica. Questo non solo perché l’esito era ampiamente atteso dagli operatori, ma anche perché i principali fattori che guideranno il sentiment da qui alla fine dell’anno restano intatti, ovvero la crescita degli utili aziendali, le esigenze di finanziamento legati all’intelligenza artificiale, l’andamento dell’inflazione, le decisioni della Federal Reserve, oltre che gli sviluppi geopolitici e il conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, il risultato elettorale potrà produrre effetti su alcuni ambiti specifici e favorire oppure ostacolare alcuni settori in particolare.
L’impatto sull’economia Usa
Per quanto riguarda le prospettive economiche degli Stati Uniti, l’esito elettorale delle Midterm non dovrebbe produrre particolari scostamenti. Anche perché nonostante la conquista di entrambe le Camere, i Democratici non saranno in grado di attuare unilateralmente il proprio programma. Il presidente Trump potrà contare fino alla fine del mandato sul suo potere di veto, che può essere scavalcato solo con un voto favorevole di almeno 60 senatori.
“Nel 2026 l’economia statunitense ha dato prova di resilienza, anche se la crescita è stata trainata da un insieme di fattori relativamente ristretto. – illustra Blerina Uruçi, chief economist Usa di T. Rowe Price – Gli investimenti legati all’AI restano un motore fondamentale della crescita economica, una tendenza che prevediamo proseguirà nel 2027. Tuttavia, il rialzo dei prezzi del petrolio e il ciclo di inasprimento monetario della Federal Reserve potrebbero pesare sui redditi reali, soprattutto per le famiglie a reddito medio-basso. Ne potrebbe derivare un rallentamento della crescita dei consumi”. Quanto all’inflazione, il ritorno all’obiettivo del 2% della Fed resterà probabilmente lento, con l’incognita sui prezzi energetici.
Nei prossimi mesi meriteranno attenzione alcuni appuntamenti chiave. Il primo è la scadenza, l’11 dicembre, dell’attuale continuing resolution, il provvedimento temporaneo approvato dal Congresso per garantire il finanziamento delle attività del governo federale. Un altro è il tetto del debito di 41.100 miliardi di dollari, che dovrebbe essere raggiunto intorno alla metà del 2027. La cosiddetta X-date, cioè il momento in cui il Tesoro statunitense potrebbe esaurire la liquidità disponibile e le misure straordinarie, potrebbe cadere tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
L’effetto sui settori di Wall Street
Per gran parte del 2026 i mercati avevano già ampiamente scontato questo esito, il che lascia pensare che l’impatto immediato a Wall Street possa essere contenuto. Tuttavia, alcuni settori potrebbero trovare maggior beneficio a discapito di altri. Ad esempio, l’AI e i data center potrebbero finire sotto una lente bipartisan più severa, che anche senza nuove leggi di rilievo, potrebbe pesare sul sentiment e ritardare alcuni progetti. Tuttavia, le implicazioni potrebbero essere meno negative delle aspettative. “Le opposizioni alla costruzione di nuovi data center sono ormai una realtà, ma sia i Democratici sia i Repubblicani hanno interesse a preservare la crescita economica e le entrate fiscali generate da questo comparto”, afferma Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac.
Per il settore finanziario, il vento a favore della deregolamentazione potrebbe invece affievolirsi, perché un governo diviso rende più difficili ulteriori cambiamenti normativi.
Le infrastrutture per le reti elettriche, l’elettrificazione e gli investimenti industriali negli Stati Uniti potrebbero tornare a beneficiare di un maggiore sostegno politico. ”Il comparto delle infrastrutture è particolarmente interessante – sostiene Thozet – perché rappresenta un terreno di convergenza tra i due schieramenti: i Democratici sostengono la transizione energetica e gli investimenti nelle reti elettriche, mentre i Repubblicani continuano a promuovere la manifattura nazionale, la produzione di energia e il reshoring”.
Focus sui Treasury
Per i Treasury, un governo diviso non è necessariamente sinonimo di maggiore disciplina fiscale. Buona parte dello stimolo fiscale del One Big Beautiful Bill Act è infatti già operativa. L’esito elettorale inciderà probabilmente più sulla composizione e sulla tempistica della politica fiscale che sulla dimensione complessiva del deficit, che dovrebbe restare elevato, intorno al 5,7% del prodotto interno lordo (Pil) nel 2027. Deficit persistenti ed emissioni continue potrebbero quindi mantenere pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli di Stato americani, considerando anche la pressione esercitata dagli investimenti legati all’AI che stanno aumentando la domanda di capitale, con gli hyperscaler e altre società che ricorrono sempre più all’indebitamento per finanziare la propria espansione.
Il nodo data center
Secondo Michael Strobaek, Global CIO di Bank Lombard Odier, la vittoria democratica rappresenta “un segnale complessivamente positivo per i mercati. Accogliamo con favore una maggiore certezza: i rischi per i mercati si sono ora ridotti”. Questo perché “i governi divisi a Washington sono generalmente favorevoli ai mercati azionari. Gli investitori apprezzano un sistema di controlli e contrappesi nell’elaborazione delle politiche, e questo sarà lo scenario che avremo nei prossimi due anni. I mercati azionari tendono a mantenere una traiettoria positiva e l’attuale ciclo di crescita ha ancora margini per proseguire: esiste ulteriore potenziale e siamo posizionati per coglierlo”.
Strobaek ha poi affrontato il tema dell’AI e dei timori che la vittoria dem possa tradursi in uno stop ai data center: “L’IA è ormai una componente strutturale dello sviluppo dell’economia statunitense. Nei prossimi due anni i Democratici non saranno in grado di imporre una moratoria al settore tecnologico, poiché Trump porrà il veto a qualsiasi restrizione relativa ai data center”.
Leggi anche:
IA, mercati ed elezioni midterm. Ecco l’esito che farebbe gioire Wall Street
Trump al test voto: i mercati guardano al midterm Usa, i settori più coinvolti
© Riproduzione riservata