La Bank of England alza i tassi di interesse di 25 punti base portandoli al 4%. La decisione è arrivata con una maggioranza di 8 voti a 1. Un componente del Comitato di politica monetaria avrebbe preferito una stretta più aggressiva, con un incremento di mezzo punto fino al 4,25%. La decisione, ampiamente attesa dal mercato, risponde alle nuove pressioni inflazionistiche innescate dalla guerra in Iran e dal conseguente rincaro dell’energia.
Nel comunicato la banca centrale avverte che il conflitto in Medio Oriente ha spinto ulteriormente verso l’alto i prezzi globali dell’energia. L’inflazione britannica, salita al 3,5% a settembre, potrebbe raggiungere il 5% entro la metà del prossimo anno, per poi rallentare grazie all’attenuarsi degli effetti energetici e alla politica monetaria restrittiva.
Nessun membro ha votato contro il rialzo e uno ha votato per un aumento di 50 punti base, “il che rende chiaramente hawkish la ripartizione dei voti”, commenta Jamie Niven, Senior Fund Manager di Candriam, che aggiunge: “Quanto alla guidance, il rialzo non è stato presentato come “preventivo” e non sono state prese le distanze dalle aspettative di mercato, che prezzano altri tre rialzi. Inoltre, si prevede ora un picco dell’inflazione al 4,9%, un livello superiore a quello atteso dalla maggior parte degli operatori di mercato. Tutti e tre questi elementi sono quindi di natura hawkish”.
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