Mps alza l’asticella sui profitti. L’istituto senese ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 543 milioni di euro, in crescita del 14,6% su base annua, superando i 533 milioni attesi dagli analisti. I ricavi si sono attestati a 2 miliardi di euro.
Sui 9 mesi Mps segna un utile netto di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2% sullo stesso periodo del 2025. Il risultato operativo lordo segna +10,2% a 3,46 miliardi, con ricavi saliti del 5,6% a 6,02 miliardi di euro con spinta positiva arriva dal margine di interesse (+3% a 3,2 miliardi) e dalle commissioni nette (+3,5% a 1,88 miliardi). A livello di ratio patrimoniali, il Cet1 ratio ratio fully loaded si attesta al 16,4%, dal 16,3% di giugno, con un buffer di capitale pari a 680 punti base.
Nuove stime
Il ceo Luigi Lovaglio ha detto oggi agli analisti che i riscontri al 30 settembre hanno spinto la banca a rivedere ancora al rialzo le stime per l’intero 2026. Adesso l’utile ante imposte è atteso superiore a 3,7 miliardi.
Sul fronte del risiko, si avvicina il momento dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo, che valuta Mps circa 34 miliardi di euro attraverso un’offerta in contanti e azioni. La fase di adesione dovrebbe partire nella settimana del 23 novembre. L’operazione dovrà però fare i conti con i vincoli Antitrust: Intesa potrebbe essere chiamata a cedere parte della rete di filiali di Mps per risolvere le sovrapposizioni territoriali e garantire la concorrenza.
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