L’Italia soffre ancora di un eccesso di pressione fiscale e di adempimenti amministrativi che frenano investimenti e sviluppo. È questo uno dei messaggi centrali della relazione del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha definito il sistema italiano una vera e propria “fiscocrazia”.
“Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse, troppa burocrazia frenano imprese, investimenti, crescita. Quando tutto è troppo complicato e troppo costoso, chi rispetta le regole paga per tutti e non ce la fa”, ha affermato.
Sangalli ha riconosciuto al Governo il merito di aver mantenuto una linea di rigore nella gestione dei conti pubblici, chiedendo però di accelerare sul fronte delle riforme fiscali. In particolare, Confcommercio sostiene le quattro direttrici indicate dall’esecutivo – semplificazione, certezza del diritto, riduzione del carico tributario e contrasto all’evasione – e auspica la riduzione dell’aliquota Irpef intermedia dal 35 al 33% per i redditi fino a 60 mila euro.
“Fiscalità equa e conti pubblici in ordine sono due fattori determinanti per la crescita economica”, ha sottolineato.
Un’Italia più solida di quanto si racconti
Nella sua analisi dello scenario economico, il presidente di Confcommercio ha invitato a guardare ai dati senza cedere al pessimismo. Pur riconoscendo che la crescita di lungo periodo resta insufficiente, Sangalli ha evidenziato come diversi indicatori mostrino segnali incoraggianti.
Il reddito disponibile delle famiglie, in termini di potere d’acquisto, si mantiene sopra i livelli del 2019, l’occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori e la recente ripresa della produzione industriale lascia intravedere un miglioramento del quadro economico. Anche i consumi, soprattutto quelli legati ai beni durevoli, continuano a reggere.
“Raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia, infatti, è un valore anche economico”, ha osservato Sangalli, evidenziando come le famiglie italiane mostrino una fiducia “composta”, capace di distinguere le difficoltà del contesto internazionale dalla realtà dei propri redditi, risparmi e consumi.
Europa più forte e più unita
Un altro passaggio della relazione è stato dedicato al ruolo dell’Europa in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche e trasformazioni economiche globali.
Secondo Sangalli, l’Unione europea deve rafforzare il proprio peso politico e la propria capacità di azione.
“C’è bisogno di un’Europa più forte dal punto di vista politico che riesca a parlare con una sola voce su temi come quelli del commercio internazionale, del mercato unico e della politica monetaria”, ha affermato.
Lavoro, no al dumping contrattuale
Ampio spazio anche ai temi del lavoro e della contrattazione. Per il presidente di Confcommercio, il terziario e il turismo rappresentano un sistema che coinvolge milioni di lavoratori e che negli anni ha costruito strumenti innovativi di welfare e tutela.
Un patrimonio che, secondo Sangalli, rischia però di essere indebolito dal dumping contrattuale.
“Quando il lavoro si svaluta, si indebolisce tutto il sistema economico e ci perdiamo tutti”, ha avvertito.
In questo contesto, il numero uno di Confcommercio ha espresso apprezzamento per l’intervento del Governo sul cosiddetto “salario giusto”, introdotto con il decreto del Primo maggio.
“Un conto è il salario minimo che appiattisce verso il basso, un conto è il salario giusto che punta alla qualità”, ha spiegato, riconoscendo all’esecutivo di aver affrontato il tema “con visione e tenacia” per promuovere equità e trasparenza.
Banche, territorio e sostegno alle imprese
Infine, Sangalli ha richiamato l’attenzione sulle operazioni di consolidamento in corso nel sistema bancario italiano. Un processo che, pur potendo rafforzare il settore, non deve tradursi in un allontanamento dagli imprenditori e dai territori.
Per Confcommercio, il nuovo assetto del credito dovrà infatti garantire due obiettivi essenziali: la tutela del risparmio delle famiglie e il mantenimento della prossimità territoriale.
“L’assetto che ne verrà dovrà preservare il risparmio delle famiglie e garantire la prossimità territoriale per rafforzare il credito e i servizi finanziari alle imprese”, ha concluso Sangalli.
Un messaggio che riassume la linea dell’associazione: sostenere la crescita attraverso meno vincoli burocratici, una fiscalità più leggera, lavoro di qualità e un sistema finanziario vicino all’economia reale.
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