Dal 1 luglio al via la tassa di 2 euro per i pacchi sotto i 150 euro provenienti dai Paesi extra Ue. La tassa introdotta dal governo italiano con la legge di bilancio 2026 entrerà in vigore insieme con il dazio europeo di 3 euro.
Secondo Bruxelles, il volume dei piccoli pacchi in arrivo in Europa è raddoppiato ogni anno dal 2022. Nel 2024 sono entrati nel mercato unico 4,6 miliardi di pacchi di questo tipo, il 91% dei quali provenienti dalla Cina.
La lettera
La misura è stata studiata per contrastare la concorrenza di Shein, Alibaba, Temu e altri siti cinesi di ecommerce che fanno concorrenza alle imprese europee con prezzi stracciati. Contro questa doppia tassazione però si è schierata Confetra, la confederazione delle imprese del trasporto e della logistica, che ha chiesto al governo italiano una proroga: “Provocherà il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e farà perdere 25 milioni di euro allo Stato“, ha scritto il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, in una lettera al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
“Noi non siamo per bloccare il Paese o per proteste eclatanti, ma speriamo che il buonsenso prevalga anche stavolta. In passato il governo ci ha ascoltato. Auspichiamo come minimo lo slittamento della tassa a novembre, quando partirà la handling fee europea, una misura analoga che si applicherà in tutta l’Ue”, ha detto all’Ansa il direttore generale di Confetra, Andrea Cappa.
La richiesta di Confcommercio
La stessa richiesta è arrivata da Confcommercio, che appoggia il dazio europeo, “una misura concreta per mitigare la concorrenza sleale e tutelare le migliaia di aziende italiane”, ma che però teme un “effetto boomerang” dal contributo aggiuntivo nazionale, come ha detto il vicepresidente e presidente di Aice-Associazione italiana commercio estero, Riccardo Garosci.
Percorso travagliato
Il rinvio o la cancellazione della tassa sarebbe una nuova modifica di una misura che ha già subito più correzioni. Introdotta da gennaio, ha visto prima una sospensione del pagamento fino a marzo e poi una proroga fino a luglio per farla partire in concomitanza con il dazio europeo. Il gettito previsto per questa tassa, che mira a coprire i costi di gestione doganale, è di 122,5 milioni di euro quest’anno e del doppio dal 2027.
La concorrenza di Belgio e Ungheria
Secondo Confetra, però, in realtà il sistema provocherà un effetto negativo sui conti pubblici. Porterebbe infatti minori incassi per lo spostamento del traffico in Stati come Belgio, Paesi Bassi e Ungheria. “È una misura che va a colpire pacchi piccoli: un aereo o un camion ne trasporta migliaia.
Per questo far arrivare le spedizioni in un altro Paese europeo e poi su strada in Italia è davvero conveniente”, ha sottolineato Cappa. “Prima del rinvio della tassa a luglio, nei primi due mesi dell’anno, i dati dell’Agenzia delle Dogane registrano un crollo di oltre il 50% delle spedizioni”. Secondo le simulazioni di Confetra , se l’Italia cancellasse la tassa nazionale e restasse solo il dazio Ue, l’erario incasserebbe 153,1 milioni di euro tra luglio e novembre. Con entrambe le imposizioni e il conseguente dimezzamento del traffico merci, gli incassi scenderebbero a 127,6 milioni.
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