È il paradiso dell’insider trading, tanto che recentemente la banca d’affari Goldman Sachs ne ha vietato l’uso ai dipendenti, in particolare per le scommesse riguardanti politica e dati macroeconomici. Stiamo parlando di Polymarket, la piattaforma che consente di scommettere su qualsiasi cosa: dalle partite di calcio agli eventi politici globali. Qualcosa di molto simile a un grande casinò online, ma anche il seme di una finanza che sta cambiando volto. Lo dimostra il fatto che recentemente la piattaforma ha aggiunto la possibilità di puntare le proprie fiche – le cripto – anche sull’andamento dei titoli azionari. Ed è proprio per la sua somiglianza con le piattaforme di scommesse che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha deciso di inserirla nella blacklist delle piattaforme illegali da oscurare sul territorio nazionale. Non è la prima volta: in passato c’era già stato un primo tentativo di blocco da parte delle autorità, poi fallito dopo un ricorso al Tar del Lazio che aveva costretto l’amministrazione a deoscurare temporaneamente la piattaforma. Di fatto, però, anche adesso le maglie del blocco restano larghe e vanno a penalizzare i concessionari di Stato che operano nel rispetto delle regole.
Vpn e rete Tor
Questo perché il gioco illegale ha un terreno estremamente fertile nel nostro Paese. «I blocchi che sono stati messi a Polymarket sono facilmente aggirabili» spiega a Moneta Mirko La Starza, trader indipendente. «Intanto perché valgono solo sul territorio nazionale e poi perché l’oggetto del blocco non è il cittadino ma la piattaforma stessa, e si materializza inserendo il sito in una blacklist che deve essere seguita da tutta l’infrastruttura di rete italiana. Ma con una Vpn o una rete Tor è semplicissimo scommettere su Polymarket fingendosi in un altro Paese dove la piattaforma è perfettamente accessibile. Anche se Polymarket (come dichiara, ndr) volesse essere collaborativo con le istituzioni e bloccare i profili che si collegano con Vpn sarebbe un’impresa ardua: se mi collego con una Vpn fingendo di essere in Francia, Polymarket potrebbe vedere solo una richiesta dalla Francia, non dall’Italia. Queste reti poi sono completamente crittografate e bloccare la posizione geografica reale è molto complesso». Non solo: Polymarket non richiede il caricamento del documento di riconoscimento di chi gioca, anche se dopo le recenti pressioni delle istituzioni pare avere introdotto controlli più rigidi.
Concorrenza sleale
E un grosso problema è rappresentato dalla concorrenza sleale che la piattaforma fa ai concessionari di stato. «Gli operatori di gioco online non hanno licenza in Italia quindi sono in teoria oscurati, ma è una misura amministrativa che lascia il tempo che trova, anche perché un’altra faccia del problema è che ogni giorno nascono copie su copie illegali dei siti che detengono regolarmente la concessione. Noi li comunichiamo ogni settimana al Monopolio, il Monopolio fa la procedura per bloccarli ma intanto passa troppo tempo, spesso due o tre mesi», ci spiega uno dei titolari di un sito che detiene la concessione di Stato. E adesso il fenomeno sta letteralmente esplodendo a causa del mondo social. «Sui Instagram e TikTok impazzano le pubblicità dei siti di gioco illegali e purtroppo il Monopolio questo fenomeno non riesce ad arginarlo in alcun modo».
«È assurdo dover rispettare dei requisiti a dir poco stringenti e pagare il canone di concessione milioni di euro per poi vedere questa situazione completamente fuori norma agire indisturbata», ci spiega ancora un altro esperto del settore.
Il libro nero
Secondo l’edizione 2026 del Libro Nero dell’azzardo, il valore del mercato legale dell’azzardo online nel 2025 conta 100,88 miliardi di euro di raccolta complessiva. Il mercato illegale online invece è stimato a ben 22 miliardi di euro, che si vanno a sommare ai 17 miliardi stimati del mercato fisico clandestino. Non solo: lo spostamento di massa degli utenti verso l’online – canale preferito dall’illegalità e dalle mafie – sta facendo diminuire in modo drastico le entrate erariali dello Stato, che sono calate a 11,4 miliardi di euro nel 2025. Nel frattempo, il fatturato dei concessionari privati illegali e i volumi delle attività criminali continuano a viaggiare a gonfie vele.
E sono in molti a credere che questo gap sia stato acuito dal Decreto Dignità del 2018. «Vietando ai concessionari di Stato di investire su canali digitali come Google AdWords, il campo è rimasto completamente libero per l’illegalità. Se in passato i grandi marchi legali spendevano oltre 150 mila euro al mese per presidiare le keyword principali sui motori di ricerca (oscurando di fatto la concorrenza non autorizzata), oggi quel filtro non esiste più».
Frustrazione
Molta è la frustrazione tra chi opera nel rispetto delle regole, per lo più perfettamente cosciente del fatto che «i tempi burocratici sono molto lunghi e i social sono difficilmente arginabili».
Polymarket, d’altronde, è una creatura diversa rispetto ai normali operatori. Permette di puntare su qualsiasi evento e farlo con estrema facilità. Ogni evento ha due esiti: “Yes” o “No”. Chi punta compra azioni di uno dei due esiti. E anche se collegarsi tramite una Vpn fingendo di essere in uno Stato estero è un reato a tutti gli effetti, le scommesse su eventi italiani nei mesi scorsi non sono mancate: dalle partite di Serie A fino a Sanremo. Segno che ormai quel seme ha fecondato il tessuto profondo dell’Italia e sta generando frutti. Al netto dei divieti.
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