Eni accelera sul gas del Mediterraneo orientale. Il gruppo ha firmato i principali contratti di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e perforazione per Cronos, il progetto nell’offshore di Cipro che vale 1,8 miliardi e punta ad avviare la produzione nel primo semestre del 2028. Un passaggio che porta nella fase esecutiva il primo sviluppo di idrocarburi del Paese, con una filiera che collegherà i giacimenti ciprioti agli impianti egiziani fino ai mercati europei.
Il progetto interessa risorse stimate in oltre 3.000 miliardi di piedi cubi di gas inizialmente in posto, equivalenti a circa 85 miliardi di metri cubi. La produzione è prevista raggiungere un plateau di circa 500 milioni di piedi cubi standard al giorno, pari a circa 14 milioni di metri cubi quotidiani, ossia poco più di 5 miliardi di metri cubi su base annua a regime.
Il modello industriale scelto punta sull’integrazione regionale e sull’impiego di infrastrutture già operative. Il gas di Cronos sarà trasportato in Egitto e trattato attraverso gli impianti esistenti, comprese le infrastrutture di Zohr. Sarà poi liquefatto a Damietta ed esportato via nave. Una soluzione che permette di valorizzare la scoperta cipriota facendo leva sulla capacità industriale egiziana, con l’obiettivo di accelerare i tempi di sviluppo e contenere la necessità di costruire nuovi impianti.
Per Eni, che opera il Blocco 6 con una quota del 50% in partnership con Total Energies, Cronos rafforza così la presenza lungo la catena del gas nel Mediterraneo orientale: dall’estrazione al trattamento, fino alla liquefazione e all’accesso ai mercati internazionali. Per l’Europa rappresenta una futura fonte aggiuntiva di approvvigionamento, mentre per Cipro segna il passaggio verso il ruolo di produttore ed esportatore di gas.
I contratti assegnati coprono le principali componenti dello sviluppo: un’unità di controllo flottante, sistemi di produzione e controllo sottomarini, condotte flessibili e rigide, collegamenti di controllo, attività di trasporto e installazione, oltre a una condotta a terra e ai servizi di perforazione e completamento dei pozzi. Gli affidamenti seguono la decisione finale di investimento approvata il 28 luglio.
L’avvio della fase esecutiva è stato formalizzato a Nicosia alla presenza del presidente cipriota Nikos Christodoulides, del ministro dell’Energia Michael Damianos e del Chief Operating Officer Global Natural Resources di Eni, Guido Brusco. Il gruppo italiano è presente nel Paese dal 2013: oltre al Blocco 6, opera il Blocco 8 e detiene partecipazioni nei Blocchi 7 e 11, gestiti da TotalEnergies.
Sempre oggi Eni ha finalizzato la cessione di Agip Energy and Natural Resources (Aenr) ad Apex Global Energy Limited.
Due operazioni che delineano la strategia del gruppo: sviluppare nuove risorse facendo leva sulle infrastrutture esistenti e dismettere gli asset considerati non strategici.
Leggi anche:
1. Eni-Petronas, accordo per testare bio-benzine nelle competizioni sportive
2. Da Eni a Saipem, il fattore petrolio detta lo spartito a tutti i titoli oil
© Riproduzione riservata