Meta cerca fino a 95 miliardi di dollari sul mercato azionario per finanziare la corsa all’intelligenza artificiale. Il colosso di Mark Zuckerberg ha annunciato offerte di titoli per circa 35 miliardi, a cui potrebbe aggiungersi un programma da 60 miliardi nel 2027. L’operazione segna un cambio di strategia finanziaria per una delle Big Tech più redditizie al mondo: dopo aver raccolto decine di miliardi attraverso le obbligazioni, Meta punta ora anche sul capitale azionario per sostenere gli investimenti nei data center, senza continuare ad aumentare il debito.
La scelta risponde alla necessità di proteggere il rating creditizio. Nei documenti depositati alla Sec, il comitato indipendente incaricato di valutare la nuova struttura del capitale riconosce che un ulteriore ricorso al debito, per le cifre previste dal management, potrebbe penalizzare il merito di credito della società. Soltanto a maggio Meta aveva già raccolto circa 25 miliardi di dollari attraverso un’emissione obbligazionaria.
La raccolta annunciata comprende 22,5 miliardi di dollari in azioni ordinarie di Classe A e 12,5 miliardi in titoli privilegiati obbligatoriamente convertibili. Nvidia, AMD e Broadcom hanno manifestato un interesse non vincolante ad acquistare fino a 5 miliardi complessivi di azioni ordinarie. Morgan Stanley e Goldman Sachs guidano le operazioni. Per il primo trimestre del 2027 Meta prevede inoltre di avviare un programma di vendita fino a 60 miliardi di dollari di azioni di Classe C senza diritto di voto, sul quale non è ancora stato concluso alcun accordo.
Il costo dell’AI
A spingere Meta verso nuove fonti di finanziamento sono soprattutto i costi dell’AI. Nel 2026 il gruppo prevede investimenti compresi tra 135 e 145 miliardi di dollari, destinati in larga parte alle infrastrutture tecnologiche. Nei primi nove mesi dell’anno ha generato 96,87 miliardi di dollari di cassa operativa, ma nel terzo trimestre il flusso di cassa libero è diventato negativo per 2,12 miliardi. Al 30 settembre disponeva di 82,45 miliardi tra liquidità e titoli negoziabili, a fronte di 80,92 miliardi di debiti a lungo termine.
La notizia ha provocato una seduta volatile a Wall Street: le azioni Meta hanno inizialmente ceduto fino al 4%, prima di recuperare terreno e segnare un rialzo dell’1%. Il mercato deve ora valutare anche i costi delle nuove emissioni e la possibile diluizione degli azionisti. La scelta è lo specchio di una trasformazione in atto nel finanziamento della corsa all’AI: gli investimenti nelle infrastrutture stanno raggiungendo dimensioni tali da spingere anche i colossi tecnologici con maggiori disponibilità finanziarie a ricorrere a più fonti di capitale.
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