A poche ore dalla manifestazione di interesse recapitata al Monte dei Paschi dal Banco Bpm, è arrivata la contromossa di Intesa Sanpaolo (qui l’editoriale del direttore Osvaldo De Paolini), che insieme a Unipol ridisegna gli equilibri del risiko bancario nazionale.
I cda straordinari nella notte
Dopo i consigli di amministrazione straordinari convocati nella tarda serata di domenica, attorno alle sei di questa mattina è arrivata l’ufficialità: Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Mps, valorizzando la banca senese 30,6 miliardi di euro. Agli azionisti del Monte viene riconosciuto un corrispettivo pari a 1,6 azioni Intesa Sanpaolo più una componente in contanti di un euro per azione, per un valore complessivo di 10,091 euro per titolo e un premio del 12,5% rispetto alle quotazioni di riferimento.
Le Generali
Non solo. Contestualmente al via libera all’offerta su Mps, il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto del 3,01% di Assicurazioni Generali e la sottoscrizione di un contratto derivato di copertura sulla stessa partecipazione. Secondo la banca, l’operazione “ha natura meramente finanziaria” e “ha durata temporanea”, risultando “funzionale ad assicurare” il mantenimento, dopo il perfezionamento dell’offerta, del trattamento contabile oggi applicato alla partecipazione detenuta da Mediobanca in Generali secondo il metodo del patrimonio netto.
La partecipazione in Mediobanca
Per la banca guidata da Carlo Messina si tratta di un’operazione che rappresenta «un’opportunità strategica chiave nel panorama bancario italiano ed europeo», grazie a sinergie elevate, complementarità industriale e un limitato rischio di esecuzione.
Ma dietro l’operazione c’è molto di più. Attraverso Mps, infatti, Intesa metterebbe le mani sulla partecipazione in Mediobanca e, indirettamente, sul 13,2% delle Generali detenuto da Piazzetta Cuccia. Un tassello che consentirebbe alla Ca’ de Sass di tornare protagonista negli equilibri del Leone di Trieste, dove diverrebbe il primo azionista davanti a Unicredit, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone, riportando in vita il progetto di consolidamento assicurativo sfumato quasi dieci anni fa.
Le mosse di Unipol
Parallelamente si muove Unipol. Il gruppo bolognese punta infatti alla rete territoriale e alla licenza bancaria del Monte. In base agli accordi annunciati, una volta conclusa l’operazione Intesa cederà a Unipol una banca composta da 635 filiali di Mps. Successivamente la compagnia assicurativa proporrà una fusione con Bper, di cui è il principale azionista, dando vita a un gruppo che manterrebbe il nome storico di Banca Monte dei Paschi di Siena. A sostegno dell’operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol Assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro. Attenzione: Bper-Unipol fa da “spalla” all’operazione messa in piedi da Messina, seguendo lo schema già rodato ai tempi dell’acquisto di Ubi.
Il risultato sarebbe la nascita di un secondo grande polo retail nazionale attorno a Bper-Mps, con oltre duemila sportelli e una presenza particolarmente forte nel Centro-Nord.
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