Via XX Settembre rinnova la cassetta degli attrezzi. Con il nuovo Btp Italia Sì, dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori, il Tesoro dimostra ancora una volta un notevole fiuto nell’intercettare le esigenze mutevoli del mercato. Dopo ben 20 edizioni del Btp Italia, la formula cambia con l’offerta che sarà riservata integralmente a famiglie e piccoli investitori, che avranno quindi a disposizione tutti e cinque i giorni del collocamento, senza la coda che tradizionalmente era riservata agli istituzionali. A questo si aggiunge una durata inferiore (5 anni) su misura proprio per le esigenze del pubblico retail, così come la semplificazione della struttura (tasso fisso garantito anche in caso di deflazione più tasso di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento). Le famiglie potranno così avvalersi di uno strumento che dà protezione dall’inflazione proprio nel momento in cui le pressioni sui prezzi stanno tornando a mordere a causa degli effetti del caro-energia. Allo stesso tempo il Mef rafforza ulteriormente il ruolo del risparmio domestico nel finanziamento del debito pubblico.
Una strategia che negli ultimi anni ha già cambiato profondamente la geografia dei sottoscrittori del debito italiano, con i titoli di Stato sempre più nelle mani delle famiglie. Gli ultimi dati parlano di una quota arrivata al 14,4% dell’intero stock di Bot e Btp, quasi il doppio rispetto al minimo del 7,9% registrato nel 2021 quando buona fetta del debito tricolore era nelle mani della Bce. In questi anni la strategia del ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti è stata quella di accrescere il ruolo del risparmio delle famiglie nel finanziamento del debito pubblico. In particolare, dal 2023 in avanti con il successo del Btp Valore. Un cambio di paradigma non banale per un Paese che per anni è stato raccontato come dipendente dagli umori della finanza internazionale e dagli acquisti della Bce.
Non va dimenticato il ritornello che fino a poco tempo fa riecheggiava sui mercati internazionali, con Italia sinonimo di rischio, inaffidabilità, anello debole dell’Eurozona. Oggi invece i grandi investitori globali comprano a piene mani il debito tricolore e la narrativa si è capovolta. Roma è percepita come più stabile rispetto ad altri grandi Paesi europei. Frutto di un lavoro di paziente che in questi anni ha costantemente caratterizzato l’operato del Tesoro. E così, tra rendimenti appetibili e una fiducia riconquistata sui mercati, il debito pubblico italiano riscopre il suo più antico e forse più solido alleato: il risparmio delle famiglie.
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