Direttamente dal penitenziario federale in cui si trova, Sam Bankman-Fried torna a far parlare di sé durante un colloquio con l’emittente Fox Business. Il fondatore del network crypto FTX, oggi crollato, ha ammesso che accetterebbe di buon grado un eventuale provvedimento di clemenza da parte della Casa Bianca, pur ribadendo che la scelta finale è esclusivamente nelle mani del presidente Donald Trump.
Oltre a sperare nella grazia, l’ex imprenditore ha espresso il forte rammarico per non aver potuto investire nel recente filone dell’intelligenza artificiale a causa della sua detenzione, cogliendo l’occasione per manifestare una profonda stima nei confronti delle capacità commerciali di Elon Musk.
La presa di posizione di Bankman-Fried arriva a seguito della sentenza di marzo 2024, che lo ha condannato a un quarto di secolo di reclusione. Il verdetto della magistratura lo ha riconosciuto colpevole di sette reati complessivi tra frode e associazione a delinquere, legati al crack finanziario di FTX avvenuto a fine 2022. Secondo i dati emersi dal processo, il dissesto ha generato ammanchi miliardari ripartiti tra:
Correntisti della piattaforma: 8 miliardi di dollari, azionisti del gruppo: 1,7 miliardi di dollari, creditori del fondo Alameda Research: 1,3 miliardi di dollari
Bankman-Fried continua a dichiararsi vittima di un errore giudiziario. La sua linea difensiva poggia sul fatto che l’attivo della società fosse superiore ai debiti e che le liquidazioni fallimentari – favorite dal recente rialzo delle quotazioni delle criptovalute – stiano restituendo ai vecchi utenti circa il 170% delle somme originarie. Secondo l’ex tycoon, l’intera vicenda penale sarebbe stata un’esagerazione, dato che il pubblico ha ottenuto quasi il doppio del capitale iniziale. L’unico reale elemento penalizzante, a suo avviso, sono stati i tre anni di attesa necessari per sbloccare i rimborsi.
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