Una popolazione che invecchia crea un buco nella disponibilità di forza lavoro e forse proprio per questo sono molte le mansioni umane che stanno passando in mano alla robotica. A livello globale, la percentuale di persone con più di 60 anni è destinata a raddoppiare: passerà dall’11% del 2010 al 22% entro il 2050. I pensionati quindi saranno in numero superiore ai lavoratori generando un rapporto di dipendenza per cui sia la produttività che la crescita economica rallenteranno.
L’avanzamento dei progressi tecnologici nel campo della robotica sono da molti visti come una parziale risposta alla carenza di lavoratori che affliggerà nei prossimi anni le società occidentali. Secondo uno studio condotto da Pictet i dati manifatturieri internazionali indicano che l’aumento della densità di robot contribuisce per circa lo 0,4% alla crescita annua del PIL. Secondo l’analisi, l’IA è destinata a “a evitare un lungo periodo di J-curve, ovvero quella fase in cui gli investimenti in capitale su un’innovazione continuano a crescere senza ancora generare ritorni”. Questo perché le macchine intelligenti giungono dopo una lunga serie di innovazioni e rivoluzioni tecnologiche, che hanno fatto scuola.
Da Napoli a Pechino
Proprio oggi da Napoli all’istituto tumori Pascale è stata effettuata la prima prima resezione epatica robotica con HemoDiss, un dispositivo di nuova generazione che promette interventi più sicuri, rapidi e con perdite di sangue ridotte al minimo. Il sistema robotico ha reso possibile l’esecuzione di un’epatectomia sinistra in appena 90 minuti, senza sanguinamenti e senza ricorrere alla manovra di Pringle, finora considerata uno standard per controllare il flusso ematico durante questi interventi. Il paziente è stato dimesso dopo tre giorni, senza complicanze. E proprio ieri da Pechino è giunta la notizia che un robot umanoide in gara contro corridori in carne e ossa ha battuto il record mondiale in mezza maratona.
In questo quadro, Morgan Stanley ritiene che il mercato potenziale totale dei semiconduttori per umanoidi potrebbe superare i 300 miliardi di dollari entro vent’anni.
La produttività è un comparto che comincia oggi solidamente a essere coperto dalla robotica: parliamo di robotaxi e di braccia robotiche alle catene di montaggio. “Quest’anno si prevede il lancio di numerosi nuovi modelli di veicoli autonomi, nonché il debutto dei robotaxi nelle strade di Londra. A livello globale, si prevede che il mercato dei veicoli autonomi raddoppierà fino a 400 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, continuando poi a crescere rapidamente” spiega Anjali Bastianpillai, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management. Nell’industria la domanda di robot aumenterà, specialmente in ambienti di lavoro chiusi come fabbriche e data center. “Entro il 2050, potrebbero esserci oltre 5 miliardi di robot umanoidi in funzione, creando un mercato globale del valore di circa 5.000 miliardi di dollari” spiega.
Una curiosità emerge dal fatto che sono poche le aziende che producono robot e la maggior parte non sono quotate. Si investe moltissimo su hardware e software, che servono per costruire i robot: “Il valore dei semiconduttori in un robot umanoide medio, ad esempio, è quasi tre volte superiore a quello di un’auto media”.
Leggi anche:
© Riproduzione riservata