Un intero ventennio in cui Toyota ha detenuto il titolo di regina del mercato azionario giapponese è definitivamente tramontato. Il colosso automobilistico, leader mondiale nelle vendite di vetture, è stato scalzato dal trono della capitalizzazione di mercato da SoftBank. Con una valutazione che ha superato i 48 mila miliardi di yen (circa 260 miliardi di euro) contro i 46 mila miliardi di Toyota (circa 250 miliardi di euro), il gruppo guidato da Masayoshi Son è diventato l’azienda di maggior valore in Giappone.
Il sorpasso, formalizzato nelle contrattazioni di venerdì, è la plastica rappresentazione delle nuove gerarchie di potere nell’economia. Oggi, i capitali fuggono dai settori industriali, colpiti da una crisi strutturale legata ai costi di produzione e alla difficile transizione verso l’elettrico, per riversarsi in massa sull’intelligenza artificiale, un campo dove le aspettative di crescita sono ai massimi storici, nonostante il persistente timore che si tratti di una bolla speculativa.
Il successo di SoftBank è il risultato di una strategia aggressiva focalizzata sul tech. Attraverso il suo Vision Fund, la holding si è consolidata come il punto di riferimento finanziario per l’ecosistema dell’IA, diventando tra l’altro uno dei principali azionisti di OpenAI. Per i grandi investitori, puntare su SoftBank (il cui titolo ha guadagnato l’85% dall’inizio dell’anno) è soprattutto una riflessione pragmatica: acquistare azioni SoftBank equivale a possedere una cassaforte dell’innovazione. Possedere titoli legati all’auto, evidentemente, non più.
Venerdì infatti, mentre Toyota segnava un arretramento del 4,5%, il titolo di SoftBank balzava dell’8% in scia all’annuncio di nuovi massicci investimenti nel settore IA in Francia.
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