Ogni ora in Italia vengono persi 10.000 metri quadri di suolo per la costruzione di nuovi edifici e infrastrutture. Lo rivela il rapporto SNPA, sottolineando come nel solo 2024 il consumo netto di suolo ha superato i 78 km quadrati, il valore più alto dell’ultimo decennio. Il fenomeno si è tradotto in una perdita di 3.750 ettari di aree naturali, solo quell’anno. Eppure esistono immense aree già costruite che sono dismesse o inutilizzate. Solo per gli immobili pubblici residenziali inutilizzati si superano già 9 milioni di mq. In Lombardia si parla di 86 aree dismesse per 2,4 milioni di mq in attesa di progetti.
La seconda vita degli immobili urbani
Di fronte a questi numeri, la questione non riguarda soltanto quanto e dove costruire, ma anche quanto della domanda di nuovi spazi possa essere soddisfatta recuperando ciò che le città possiedono già, passando dalla logica dell’espansione su aree naturali a quella della rigenerazione, riqualificazione e riutilizzo delle aree costruite esistenti, con priorità per quelle dismesse o degradate.
Rigenerare l’esistente non significa soltanto ristrutturare abitazioni datate. Una parte del patrimonio urbano è infatti composta da uffici, negozi, banche, locali e altri immobili che hanno perso la loro funzione originaria e che, laddove le condizioni urbanistiche e tecniche lo consentono, possono essere riconvertiti per rispondere a nuovi bisogni.
“Non si tratta di contrapporre in assoluto il nuovo all’esistente, ma di cambiare l’ordine delle domande che ci poniamo quando pensiamo alla crescita delle città. Prima di chiedersi dove costruire, dovremmo capire quali immobili hanno perso la propria funzione e possono essere recuperati. Una banca chiusa, un locale commerciale che non trova più mercato o un immobile fermo da anni possono tornare a produrre valore e, quando le condizioni lo permettono, diventare anche nuova offerta abitativa”, spiega Andrea Vendola, ceo e founder di Homingo, società italiana attiva nella rigenerazione immobiliare.
A dare una dimensione concreta al potenziale del recupero dell’esistente sono i metri quadrati interessati dagli interventi di questa realtà: quasi 11.000 metri quadrati rigenerati in poco più di un anno. Nel 2025 Homingo ha acquisito e rigenerato complessivamente 6.690 mq: 2.400 mq a Torino, 2.430 mq a Bari e 1.860 mq a Livorno. Nei primi sette mesi del 2026 si sono aggiunti altri 4.277 mq, portando a 10.967 mq il totale delle superfici rigenerate tra gennaio 2025 e luglio 2026.
Leggi anche:
1. Case per 1 solo euro a volte conviene, ma fate attenzione ai lacci e lacciuoli
2. Milano città più cara d’Italia: viverci costa il 60% in più di Napoli
© Riproduzione riservata