L’intelligenza artificiale rischia di diventare una minaccia per la stabilità del sistema finanziario globale. Dalla Federal Reserve alla Banca centrale europea, le autorità di vigilanza stanno intensificando i controlli sulle banche per evitare che l’utilizzo di sistemi sempre più autonomi possa provocare attacchi informatici, interrompere i pagamenti e impedire ai clienti di accedere ai propri conti. Secondo quanto ricostruito da Reuters, i regolatori temono che i progressi dell’IA possano mettere in difficoltà le infrastrutture bancarie prima del previsto. Un dirigente di un grande istituto europeo ha indicato un orizzonte di appena sei mesi per il rischio di gravi danni ai mercati finanziari.
Usa
Negli Stati Uniti, la Fed, la Federal deposit insurance Corporation e l’Office of the comptroller of the currency hanno iniziato a interrogare gli istituti sull’utilizzo dell’IA agentica, la tecnologia che permette ai software di prendere decisioni ed eseguire operazioni con una supervisione umana minima. Le verifiche riguardano soprattutto la sicurezza informatica. Le autorità vogliono sapere se le banche utilizzino modelli sviluppati in Cina, quali limiti impongano agli agenti autonomi e, soprattutto, se siano in grado di disattivarli quando necessario. Al momento i regolatori stanno raccogliendo informazioni senza imporre nuovi obblighi.
Le preoccupazioni sono aumentate dopo alcuni recenti attacchi informatici. Secondo la società di sicurezza CrowdStrike, un soggetto operante dalla Cina avrebbe utilizzato un agente di IA sviluppato nel Paese e Claude Code di Anthropic per colpire alcune banche sudcoreane. Anche la piattaforma Hugging Face è stata coinvolta in una violazione nella quale sarebbero intervenuti agenti autonomi sviluppati con tecnologie di OpenAI.
Ue
In Europa, invece, l’attenzione si concentra sulla capacità degli istituti di ripristinare i propri sistemi dopo un attacco. A luglio la Bce ha fissato una scadenza alla fine di ottobre per la presentazione di piani contro le minacce informatiche legate all’IA. Alle banche viene chiesto di rafforzare le copie di sicurezza dei dati, migliorare le procedure di recupero e ricostruire la propria dipendenza dai fornitori tecnologici esterni.
La Banca d’Inghilterra sta inoltre sollecitando i grandi istituti a valutare sistemi di ripristino completamente indipendenti dalle infrastrutture informatiche principali. Si tratta di soluzioni particolarmente costose, che permetterebbero alle banche di tornare operative anche nel caso in cui i sistemi centrali venissero compromessi.
Il problema riguarda anche la crescente dipendenza del settore finanziario da pochi fornitori di tecnologie avanzate. I supervisori europei stanno chiedendo agli istituti di individuare dove viene utilizzata l’IA, quali operazioni dipendano da soggetti esterni e se sia possibile spegnere e riavviare i sistemi senza compromettere i servizi. In alcune banche restano ancora lacune importanti.
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