Le azioni del lusso? Così come avevano risentito pesantemente delle recenti tensioni internazionali, oggi sono le prime a beneficiare della schiarita che si sta profilando sul fronte geopolitico. Ma, se a livello mondiale il comparto presenta da inizio anno un bilancio nettamente positivo, a Piazza Affari lo scenario risulta assai più variegato. I grandi gruppi quotati a New York a metà settimana avevano già recuperato abbondantemente terreno, mettendo a segno rialzi a due cifre.
Qualche esempio? Ermenegildo Zegna (società italiana quotata al New York Stock Exchange) aveva archiviato in questi cinque mesi un progresso di oltre il 62%, mentre American Eagle si era rivalutata nello stesso periodo del 60,1% e Ralph Lauren del 39,3%. Diversa la situazione per quanto riguarda la Borsa italiana. Anche qui, con riferimento alle quotazioni di metà settimana, troviamo performance rilevanti, come quelle di Sàfilo (+74,4%), di Ovs (+48,5%) e di Salvatore Ferragamo (+44,5%), ma anche altre più modeste, da Piquadro (+22,1%) a Moncler (+1,25%). Altrettanto consistenti, però, sono stati i ribassi. La “lista nera” è aperta da Aeffe, -72,3%. Più o meno dello stesso livello, invece, le perdite nel periodo di Brunello Cucinelli (-23%), Basicnet (-21,4%) e Geox (-21,3%). Non a caso la ripresa è ripartita proprio da questi ultimi tre titoli. Il primo mercoledì scorso ha registrato in Borsa scambi superiori alla media e un recupero della quotazione di oltre tre punti percentuali. Le azioni di Basicnet (gruppo italiano che opera nei settori dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori, presente nell’indice delle small cap di Piazza Affari), e quelle di Geox, invece, hanno limitato il rimbalzo a poche frazioni di punto. Il risveglio del lusso ripropone le stesse valutazioni che ne avevano decretato la caduta, vale a dire la guerra in Iran, con i timori che la classe medio-alta, sarebbe stata protagonista di una drastica diminuzione della domanda.
Safilo
Azienda italiana attiva nella produzione e distribuzione di occhiali da vista, da sole e sportivi, maschere da sci e caschi da sci e bici. Con sede amministrativa a Padova, la società ha 3300 dipendenti e nel 2025 ha realizzato un fatturato di 983,4 milioni di euro. Il principale azionista di Safilo è il fondo d’investimento olandese Hal Holding nv, che controlla la società tramite la sua controllata Multibrands Italy, con una quota di maggioranza relativa pari a quasi il 50%.
La società è quotata a Piazza Affari, dove mercoledì scorso il titolo veniva scambiato a 1,6 euro, in crescita del 2,2% rispetto alla vigilia e con una performance di oltre il 78% rispetto alla quotazione di un anno fa. Quanto ai giudizi delle banche d’affari, il più recente è quello di Intesa Sanpaolo, che lo scorso 9 aprile aveva confermato la valutazione «neutral», alzando però nel contempo il target price a 2 euro. Il giorno precedente Equita Sim aveva ribadito il «buy» e indicato un prezzo obiettivo di 2,3 euro.
Ovs
Società di abbigliamento per uomo, donna e bambino, è quotata presso la Borsa valori di Milano nell’indice delle Small Cap. Venerdì 29 maggio l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio 2025 (terminato il 31 gennaio 2026), chiuso con risultati in crescita: le vendite nette sono salite a 1.746 milioni di euro (+7%) e l’utile netto è stato di 89,4 milioni di euro. Il titolo a metà settimana valeva intorno ai 5,44 euro per azione, con una performance rispetto a un anno fa di poco meno del 50%. I più recenti giudizi delle banche d’affari risalgono allo scorso 20 aprile, con la conferma da parte di Mediobanca ed Equita Sim delle raccomandazioni «outperform» (farà meglio del mercato) e «hold» (mantenere in portafoglio) e un prezzo obiettivo in aumento, pari rispettivamente a 5,3 euro e 5,4 euro.
Salvatore Ferragamo
Casa di moda Italiana fondata nel 1927 da Salvatore Ferragamo. La società, 3.150 dipendenti, è quotata nell’indice delle mid cap di Borsa Italiana dal 29 giugno 2011. Il titolo veniva scambiato mercoledì scorso a 8,62 euro per azione, il 52,3% rispetto a un anno fa. Assolutamente datate le raccomandazioni degli analisti, che risalgono infatti al gennaio del 2024, «sell», vendere, da parte di Goldman Sachs il 12 gennaio, e «hold», mantenere in portafoglio, secondo Equita sim, che si era espressa il giorno precedente.
Brunello Cucinelli
Casa di moda italiana fondata dall’omonimo imprenditore, nota per la produzione di maglieria pregiata in cashmere. Il titolo valeva mercoledì 27 maggio 83,6 euro, in calo del 13,5% rispetto a inizio anno. Il 13 aprile scorso Oddo Bhf aveva confermato il giudizio «neutral» e tagliato il target price a 88 euro, mentre il 10 aprile si erano espresse Intesa Sanpaolo, Ubs e Jefferies («buy» le prime due, «hold» la terza), con prezzi obiettivo rispettivamente di 110 euro, 114 euro e 88 euro.
Geox
Società italiana specializzata nel settore delle calzature e dell’abbigliamento casual, fondata nel 1995 dall’imprenditore Mario Moretti Polegato. Il titolo, quotato a Piazza Affari, valeva mercoledì 27 maggio 0,2645 euro, in calo del 22,6% rispetto a un anno fa. Quanto ai giudizi degli analisti, il più recente («neutral» con target price di 0,28 euro) è quello di Intesa Sanpaolo e risale allo scorso 15 maggio.
Moncler
Azienda di lusso italiana di origini francesi specializzata in abbigliamento e accessori, Moncler è stata fondata nel 1952 da René Ramillon, artigiano di attrezzature da montagna francese, e André Vincent. La società è quotata in Borsa e il suo azionista di maggioranza è oggi l’imprenditore italiano Remo Ruffini tramite la sua holding. Il resto del capitale sociale è suddiviso tra fondi istituzionali e altri investitori retail. Il titolo valeva mercoledì 27 maggio 54,9 euro, sostanzialmente sugli stessi livelli di un anno fa. Lo scorso 12 maggio la banca d’affari Hsbc aveva confermato la raccomandazione «buy» e indicato un prezzo obiettivo di 68 euro. Concordi sul «buy», con giudizi datati 23 aprile scorso, anche Intesa Sanpaolo, Citigroup e Kepler-Cheuvreux, con target price rispettivamente di 67 euro, 64 euro e 65 euro.
Piquadro
Azienda italiana di prodotti di pelletteria per il lavoro e il tempo libero. La società è quotata dall’ottobre 2007 e appartiene all’indice delle Small Cap di Borsa Italiana. Al gruppo che controlla Piquadro appartengono anche i marchi di prodotti di pelletteria Lancel e The Bridge. Nella seduta di mercoledì 27 maggio il titolo Piquadro ha toccato un massimo di 2,6 euro e un minimo di 2,56 euro per azione e ha poi chiuso a 2,61 euro, il 22,5% in più rispetto a un anno fa. Il prossimo 15 giugno è in calendario il consiglio di amministrazione per l’approvazione del bilancio 2025. I giudizi degli analisti sul titolo Piquadro sono piuttosto “datati”: i più recenti risalgono infatti addirittura al 2025, con Kt&Partners che il 2 dicembre aveva emesso la raccomandazione «add» (aggiungere al portafoglio), confermando la precedente valutazione del 31 luglio.
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